INCONTRIVESUVIANI PERIODICO D'INFORMAZIONE E CULTURA VESUVIANA - ANNO I NUMERO XXIV

Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei giusti

1 Mag 2008 | Scritto da Michele Giustiniano | Rubrica: Saggezza popolare Stampa l\\\'articolo

 

Quante volte, in occasione di un funerale o di un lutto in famiglia, abbiamo sentito ripetere dalle nostre madri e dalle nostre nonne << sono sempre i migliori che se ne vanno >>. Luogo comune? Può darsi. Di certo, però, nel corso dei miei (finora pochi) anni di vita, molte volte ho avuto occasione di riscontrare la validità di questo detto. E anche nell’immenso repertorio dei proverbi napoletani ho trovato un modo di dire che mi ha confermato questa convinzione: <<Carna trista nun ne vo’ Cristo>>. Possiamo tradurre più o meno letteralmente quest’espressione dicendo <<la carne dei malvagi non è gradita a Cristo>>, il che vale a dire che le presone cattive sono dure a morire, poiché Dio non le chiama volentieri a Sé. Lungi da me il voler offendere i centenari d’Italia, faccio presente che esistono un’infinità di esempi (viventi e non) capaci di smentire questa affermazione. Ma quando viene a mancare una persona molto giovane o particolarmente buona, non posso fare a meno di chiedermi perché siano sempre i migliori ad andarsene. Una più attenta considerazione della legge di natura, però, mi riporta immediatamente alla realtà: belli e brutti, buoni e cattivi, alti e bassi, grassi e magri, santi e miscredenti, tutti dobbiamo morire…fortunatamente. Quando a morire, però, è la “carna trista”, nessuno se ne accorge, nessuno piange, se non per fare scena, nessuno ne soffre più di tanto. Quando a morire, invece, è un giovane innocente o una persona degna d’affetto, valida, onesta, in poche parole “una brava persona”, accusiamo il colpo, soffriamo per la mancanza e ne siamo dispiaciuti. Insomma, la scomparsa dei migliori si fa sentire. E’ proprio per questo motivo che abbiamo l’impressione che siano solo i migliori ad andarsene. Ma si tratta soltanto di un’impressione. A questo punto, dunque, pare smentito il citato proverbio napoletano. Invece, no. Subentra un’altra chiave di lettura, che conferisce al detto un’accezione più metafisica e presuppone la fede per raggiungerne una piena comprensione. Se è vero che tutto, prima o poi, diventa cenere (e ripeto: “fortunatamente”), è anche vero che non tutti vanno in petto a Cristo. Quel posto, secondo il popolo partenopeo, è riservato alla “carne buona”.

 

 

 

Ad Antonio Cammardella

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un commento
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  1. ciao Michele,
    ti ringraziamo per il pensiero in questo periodo difficile per tutta la famiglia abbiamo bisogno di tutti gli amici…con il tuo articolo abbiamo sentito come nostre le tue parole….un caloroso abbraccio e ringraziamento da parte della famiglia ” Cammardella ! “…

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