La sacrestia di una Chiesa di Pianura. Un parroco di sessant'anni e una bambina di dieci. Abusi quotidiani, al riparo di occhi indiscreti. In un luogo sacro dove si conservano paramenti religiosi, ostie e vino da consacrare. Dove si conservano i registri parrocchiali di battesimi, comunioni e matrimoni. Quegli stessi matrimoni che il prete celebrava unendo innanzi a Dio, nella salute e nella malattia, le coppie che a lui si rivolgevano. Alzando verso l'Altissimo quelle stesse mani che ha infilato sotto la gonnellina di T.T.A., anni dieci. Aumentandone la fragilità. Segnandola profondamente nell'anima e nel corpo ancora piccolo, un corpo non ancora di donna. Un corpo ancora ingenuo.
Nel 1995, in Sicilia, quando era direttore di un istituto di assistenza, aveva avuto rapporti sessuali con una donna le cui condizioni mentali non erano tali da consentirle di opporre rifiuto. Niente di nuovo sotto il sole, allora: è cambiato solo lo scenario. Sono passati gli anni. Mi viene in mente una canzone di Guccini molto amata anche dai cattolici, tanto che, quando essa fu censurata dalla RAI, fu mandata da Radio Vaticana..
un dio che è morto,
ai bordi delle strade dio è morto,
nelle auto prese a rate dio è morto,
nei miti dell' estate dio è morto...
Certo, la canzone dice pure che Dio è morto per tre giorni e poi è risorto. Ma non è nato a nuova vita in quella sacrestia o in quell'istituto di assistenza. Amen.
P.S.Lascio, per onestà intellettuale, il link alla notizia, dove è possibile trovare sintesi di tanti quotidiani nazionali autorevoli.
http://www.ildialogo.org/Ratzinger/pretipedofili/PedofiliaNapoli19112006.pdf


Dice il direttore :”Personalmente aggiungo che ritengo vergognosa anche la condanna a soli 22 mesi di reclusione”. Visto che si accusa il lettore di qualunquismo, sono costretto ad intervenire per evitare che si (s)cada nell’altro qualunquismo preferito, l’attacco alla magistratura e al codice. Il codice penale italiano è tra i codici più garantisti che ci siano, nonostante molte disposizioni siano ancora e vergognosamente di chiara ispirazione fascista. Infatti, per evitare i processi farsa e le atrocità commesse in passato, si è passati da un modello processuale di tipo inquisitorio (imputato uguale colpevole) ad uno di tipo accusatorio (presunzione di innocenza). Per intenderci, per andare in galera “ce ne vuole”. Si è insomma passati da uno stato di polizia, qual era quello fascista e quali sono tutte le dittature, che su di esso si basano, ad uno stato di diritto, in cui l’organo di accusa, ossia il pubblico ministero, non è anche il giudice. Ovviamente anche il principio di legalità vuole il suo prezzo. Perciò per ovviare alla lungaggine dei processi, dovuta proprio alla necessità di garantismo e di individuazione della verità storica, si è dovuti ricorrere a riti alternativi a scelta dell’imputato che consentono allo stesso di avvalersi di sconti di pena. Ed è proprio ciò che è avvenuto nel caso in questione. Il prete pedofilo si è avvalso del patteggiamento e anche della sospensione condizionale della pena essendo incensurato. Tutto corretto giuridicamente, anche se moralmente può stonare. A meno che non si voglia tornare ai processi del passato (di cui anche la cara e santissima chiesa si è agevolata senza batter ciglio…) dove il motto era: “trovato l’imputato, trovato il colpevole, via la chiave”.
p.s. in qualità di vice-direttore, ritengo anche io che sia giusto chiedere scusa al lettore. Non per forza chi commenta deve essere informatissimo della questione, ma non per questo lo si può accusare di qualunquismo. Anche perchè ha detto quello che tutti pensano, ossia che è vergognoso che la chiesa si sia limitata a spostare il suddetto soggetto. LO STATO HA FATTO LA SUA PARTE, CONDANNANDO IL PRETE, MA LA CHIESA?
Io, no. Perchè se si è offeso, vuol dire che non ha capito nulla.
e inoltre non avendolo fatto tu in qualità di direttore, lo faccio io: chiedo scusa al signor Carlo.