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La tenerezza di Marco MarfèStampa articolo

Più che un neomelodico, sembra essere diventato un fenomeno da baraccone. E’ riuscito a dare attenzione perfino ad X-Factor, e questo sicuramente è un merito. Si parla di Marco Marfè, in arte Marco, come lui stesso si è definito a precisa domanda della Ventura. Sono giorni che non si parla altro che di lui e della sua performance televisiva, del suo “Gelato al cioccolato” pop dance. Si sono levati cori di indignazione e proteste sulle reti, in particolare su facebook. Tutti a lamentare la pessima immagine di Napoli che ne usciva, come se il neomelodico non fosse un fenomeno partenopeo. Come se non ci fossero “tamarri” che si vestono tutti in rosso e con occhiali da sole come lui. Come se tutti conoscessero l’inglese e sapessero cosa si intende per coreografo. Onestamente non crediamo che tutto questo abbia un senso. Non ci sembra molto sensato pensare che un personaggio insignificante come tale Marco Marfè possa rinvigorire impressioni negative su Napoli e i napoletani. Semmai questo può farlo ciò di cui Marco e tanti altri fanno parte, il fenomeno neomelodico, che onestamente ci fa rimpiangere i vecchi veri e perfino simpatici neomelodici. Oggi ci sono solo ragazzi catapultati in un mondo in cui ci sono interessi più grandi di loro, dove l’occhio vigile della camorra ha capito che possono esserci interessanti margini di guadagno. In confronto a tutto ciò Marco, con i suoi 21 anni, non può fare altro che tenerezza.






Tags: marco marfè, neomelodico, x factor


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2 Commenti a “La tenerezza di Marco Marfè”

  1. SdG scrive:

    Non essere stranito, i napoletani hanno sempre sofferto di una forma di mania di persecuzione e, al contempo, di protagonismo. Figurat che molti di loro si sono convinti che l’emergenza rifiuti non sia mai esistita e che sia stata solo una subdola manipolazione dei media orchestrata dai “nordisti”. Ma potremmo andare avanti per ore con esempi del genere. Riescono a trovare manipolazioni ai loro danni dappertutto, molto probabilmente consapevoli, in modo inconscio, di soffrire di un senso di colpa “storico” che non riescono a scrollarsi di dosso.

  2. betta scrive:

    è vero anch’io lo trovo tenero nel suo essere grezzo e un po’ cafone…