INCONTRIVESUVIANI PERIODICO D'INFORMAZIONE E CULTURA VESUVIANA - ANNO II NUMERO LI

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Notte afosa. Notte hawaiana. Notte di havana e coca e capirinha ghiacciate.Notte a girare per strade piene di fantasmi che mi vogliono mettere paura affiancandomi agli incroci. Battendo i pugni contro i finestrini.Notte della Ferrovia. Notte a bere campari e gin in un bar schifoso con la cassiera chiatta che appesta l'aria di Chanel e Diana blu. Di risate sguaiate che si mescolano a rumori di ogni tipo. Colpi di pistola e urla infernali. Sirene di ambulanze impazzite che si mescolano alla voce di Rosario Miraggio.Notte di spazzini e comitive strafatte. Di trans impaurite che corrono seminude inseguite e sfottute. Di pakistani che aspettano il pullman per andarsene a dormire da qualche parte lontano, vicino al mare.Notte di posti di blocco e cornettone biancoenero. Notte di chi viene ucciso per uno sguardo furtivo o un complimento di troppo. Notte di sangue e di falò fuori stagione. Di tequila e pantalacci. Di costumi pieni di sabbia. Notte della casbah che ti affascina e ti uccide come una sirena. Che ti fa mancare l'aria. Notte bastarda che non vuole passare. Che ti vuole far fuori cancellando ogni traccia. Assorbendoti come fanno i buchi neri nel silenzio dell'Universo e di un Dio che non vedo da nessuna parte. Notte di chi  non vuole dormire e aspetta nella corsia di un ospedale che il figlio stia bene. Sperando che nessuno se lo venga a prendere. Che all'indomani lo ritroverà nel letto con gli occhi che gli brillano di sole.

 

 






Tags: capirinha, casbah, hawaiana


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