INCONTRIVESUVIANI PERIODICO D'INFORMAZIONE E CULTURA VESUVIANA - ANNO II NUMERO LI

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Pensieri parole emozioni

A Portici, domenica tre maggio è festa patronale

2 mag, 2009 | Scritto da Mariangela Cuorvo | per la Rubrica: Pensieri parole emozioni
  A Portici, tutti gli anni, la prima domenica di maggio, si festeggia il patrono della città, dedicando l'intera giornata al culto di S.Ciro, uno dei santi più amati e venerati in Campania, tanto da attirare l'attenzione non solo dei fedeli porticesi, ma anche degli abitanti dei paesi limitrofi. La festa comincia alle 8 di mattina, allorchè il gonfalone del comune parte con il sindaco e l'amministrazione comunale dall'ex municipio per giungere in poco tempo a piazza S.Ciro, dove, sistemati sul palco appositamente allestito, si attende l'uscita della statua del santo dalla chiesa. In questo momento si dà il via ai ...


‘O pernacchio

26 apr, 2009 | Scritto da Mariangela Cuorvo | per la Rubrica: Pensieri parole emozioni
'O pernacchio non è un suono. 'O pernacchio è rivoluzione, è libertà. 'O pernacchio è 'a voce d' 'a gente ca nun tene voce. 'O pernacchio è un calcio in culo a tutt' 'e putiente. Benedetto Casillo 'O pernacchio, in italiano “vernacchio”, è un tipico gesto scurrile e molto antico, tanto è vero che lo descrivono Petronio nel “Satyricon” e Tito Livio nell' “Historia magistra vitae” . Molto più efficace di tante parole, in certe circostanze, il pernacchio napoletano è una vera e propria arte. De Jorio ne “La mimica degli Antichi investigata nel gestire napoletano” dà la seguente definizione: “bocca gonfia d'aria e forzatamente chiusa, mano ...


La capera

18 apr, 2009 | Scritto da Mariangela Cuorvo | per la Rubrica: Pensieri parole emozioni
Nella Napoli degli inizi del Novecento, tra le classi meno agiate, le donne curavano i loro capelli a domicilio, senza recarsi da parrucchieri o altri tipi di botteghe adibite a questo servizio. Colei che si occupava delle teste femminili dei ceti medi e popolari era “la capera”. Il suo evocava un mestiere duro, costituito da arrampicate per vicoli e per scale; la capera era inoltre costretta a subire lamentele di una clientela esigente e, infatti, il proverbio dice : " 'o denaro d' 'a capera è denaro ca sape 'e fele". Di solito, era una giovane popolana, per lo pìù ...


Muoversi

13 apr, 2009 | Scritto da Mariangela Cuorvo | per la Rubrica: Pensieri parole emozioni
“Muoversi non è solo un progetto. E' l'imperativo di una vita che scorre. Muoversi è un invito a non stare immobili, fermi, schiavi nell'abitudine. Muoversi per capire, per scoprire, per riflettere, per fare ogni giorno un percorso diverso. Muoversi per riacciuffare e sorpassare la nostra vita che alla stessa marcia percorre sempre la stessa via”. Con queste parole Carlo Arace introduce la sua esposizione fotografica. Sembra quasi un paradosso denominare una mostra di istantanee fotografiche “muoversi”, poiché una fotografia ferma un momento, un evento. Allo stesso tempo, però, ferma anche un movimento, come quelli che compiono i cantanti quando si esibiscono ...


Dopo la catastrofe una domanda: ma VesuVia che fine ha fatto?

12 apr, 2009 | Scritto da Nunzio De Luca | per la Rubrica: Pensieri parole emozioni
Quanto avvenuto in Abruzzo deve far riflettere. Una tragedia, la più imponente dall’inizio del nuovo millennio per quanto concerne la nostra penisola. Al di la delle ovvie polemiche legate alla prevedibilità o meno dell’evento, alla stabilità delle strutture, tutto ciò non può lasciare noi napoletani senza pensare. Pensare al rischio che comunque si corre vivendo in una delle zone più pericolose del globo, causa la presenza di chi è destinato (lo dice la scienza) un giorno, vicino o lontano, a svegliarsi. Parliamo del Vesuvio, ovviamente. Un famoso detto dice “prima rubarono a San Pietro, dopo si decise di mettere le ...


Funiculì funiculà

5 apr, 2009 | Scritto da Mariangela Cuorvo | per la Rubrica: Pensieri parole emozioni
                     Funiculì funiculà Aieressera, oi' ne', me ne sagliette, tu saie addo'? Addo' 'stu core 'ngrato cchiu' dispietto farme nun po'! Addo' lo fuoco coce, ma si fuie te lassa sta! E nun te corre appriesso, nun te struie, 'ncielo a guarda'!... Jammo 'ncoppa, jammo ja', funiculi', funicula'! Ne'... jammo da la terra a la montagna! no passo nc'e'! Se vede Francia, Proceta ...


La leggenda delle streghe di Benevento

2 apr, 2009 | Scritto da Mariangela Cuorvo | per la Rubrica: Pensieri parole emozioni
In tutta Italia Benevento è facilmente associata alla leggenda delle streghe, da cui deriva il nome del noto liquore, prodotto, per l'appunto, nelle distillerie della città. Ma da dove deriva questa leggenda? La storia ci insegna che la provincia campana, nel settimo secolo, era la capitale del ducato meridionale dei Longobardi. Questo popolo barbaro era solito praticare numerosi riti pagani, tra cui spiccava quello in onore di Wothan, considerato il padre degli dei. In occasione di tale rito, i guerrieri fedeli si riunivano fuori le mura della città, appendevano una pelle di caprone ad un albero di noce e la ...


Viviamo la nostra vita a testa alta

27 mar, 2009 | Scritto da Claudia Scognamiglio | per la Rubrica: Pensieri parole emozioni
Tanti sono stati gli avvenimenti e le coincidenze che mi hanno portato oggi a scrivere questo articolo. Voglio partire da un anno e mezzo fa, quando decisi di fare il servizio civile. La scelta del progetto è stata subito molto semplice ed è caduta sull’articolo 4, bando speciale sulla legalità a Napoli. Molti sono stati gli incontri con gli altri volontari che avevano come punto di incontro e riflessione i temi della camorra e della legalità a Napoli e in tutta la Campania. In alcuni di questi incontri ho avuto la possibilità di ascoltare le parole di Pino Masciari, imprenditore edile ...


La tammurriata

22 mar, 2009 | Scritto da Mariangela Cuorvo | per la Rubrica: Pensieri parole emozioni
Un tempo, lo strumento più diffuso in Campania era la tamorra: un grosso tamburo circondato da piattini di latta. Da questo strumento prende nome la “tammurriata”, musica popolare e antica che veniva eseguita durante le feste di paese per accompagnare il ballo ricco di gesti della tarantella. La tammurriata, però, utilizzava anche altri strumenti musicali oltre al tamburo, ossia le “castagnette”, delle nacchere intagliate nel legno e costituite da due parti unite fra loro da un cordoncino, il “triccabballacche”, composto da tre aste di legno fissate su una base, il “putipù”, ossia un recipiente di terracotta chiuso da una pelle ...


‘O Mammone

7 mar, 2009 | Scritto da Mariangela Cuorvo | per la Rubrica: Pensieri parole emozioni
“Fai il bravo, se no ven 'o Mammone”. A Napoli, fino al secolo scorso, mamme insofferenti a causa dei capricci dei loro bambini, li minacciavano con questa frase e altre simili in cui si intimava ai piccoli di comportarsi bene, altrimenti, il “mammone”, spauracchio che si trovava sul portone secondario di Castel Nuovo, li avrebbe rapiti e portati via. Chi era per il napoletani dell'epoca il mammome? Una leggenda vuole che quello strano animale imbalsamato fosse un coccodrillo, il quale, nel quindicesimo secolo, si trovava nel fossato del castello per volere del terribile re Ferdinando I. Pare che l'animale abbia divorato i prigionieri ...