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	<title>Cittadelmonte Pressonline&#187; Accordo tra Alilauro e Alimar</title>
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	<description>Periodico telematico di informazione, eventi e cultura vesuviana</description>
	<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 19:01:54 +0000</pubDate>
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		<title>Accordo tra Alilauro e Alimar</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 19:01:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Palomba</dc:creator>
		
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Un&#8217;importante accordo nel settore del trasporto marittimo-passeggeri &#232; stato siglato tra il gruppo napoletano Alilauro e il gruppo ligure, Alimar.&#160;Si tratta di un accordo di tipo produttivo che prevede la progressiva integrazione delle attivit&#224; aziendali delle due aziende con lo sviluppo di sinergie di costi.&#160; In particolare Alilauro sottoscriver&#224; in Alimar un aumento di [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;"> </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "><img width="0" height="0" alt="" src="http://cittadelmonte.info/wp-content/uploads/08-10-08_1154.jpg" /><span title="U" class="cap"><span>U</span></span>n&rsquo;importante accordo nel settore del trasporto marittimo-passeggeri &egrave; stato siglato tra il gruppo napoletano Alilauro e il gruppo ligure, Alimar.&nbsp;Si tratta di un accordo di tipo produttivo che prevede la progressiva integrazione delle attivit&agrave; aziendali delle due aziende con lo sviluppo di sinergie di costi.&nbsp; In particolare Alilauro sottoscriver&agrave; in Alimar un aumento di capitale sociale ed apporter&agrave; mezzi innovativi che serviranno a modernizzare e soprattutto velocizzare il servizio di trasporto marittimo ad alta velocit&agrave; in Liguria e non solo; sono, infatti, previste rotte fino a Monte Carlo e alla Costa Azzurra. L&rsquo;accordo rientra in un programma di potenziamento di entrambe le aziende in un mercato dove le barriere all&rsquo;entrata sono sempre pi&ugrave; alte e accordi di questo tipo sono considerati come l&rsquo;unico modo per conseguire un vantaggio competitivo in termini di economie di scala, e di sinergie. Quest&rsquo;ultime, in particolare, approfittando della condivisione di tecnologie, porteranno, rispettivamente <i>Alilauro</i>, che &egrave; gi&agrave; presente nel porto di Genova con la motonave Celestina, pioniere del servizio Amt Navebus, ed <i>Alimar</i>, titolare di importanti concessioni a Portofino, Alassio, Camogli e all&rsquo;isola di Gallinara, ad implementare i servizi marittimi a tutto vantaggio di una clientela in continuo incremento. L&rsquo;accordo, &egrave; rimasto riservato, ed &egrave; trapelato a margine del convegno organizzato a Palazzo Tursi dall&rsquo;Associazione Mediterraneo cui hanno partecipato il Sindaco di Genova ed i rappresentanti di altre istituzioni. Si prospetta che la ricerca da parte Alilauro di nuovi partner, sia attraverso accordi commerciali che produttivi, non si fermer&agrave; ma anzi, continuer&agrave; sfruttando una domanda sempre pi&ugrave; alta del settore, nonostante la grave crisi economica a cui si &egrave; assistito ultimamente.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<!-- google_ad_section_end --><p><small>© Matteo Palomba per <a href="http://cittadelmonte.info">Cittadelmonte Pressonline</a>, 2008. |
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<br/>
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		<title>A Villa Bruno una mostra su Alice e Pinocchio</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 16:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sorrentino</dc:creator>
		
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Dall&#8217; 8 Novembre, a Villa Bruno, presso la Biblioteca Comunale di San Giorgio a Cremano, sar&#224; allestita, nell&#8217;ambito di Novembre da Fiaba, la mostra Alice e Pinocchio, che, attraverso un viaggio a 360&#176; nel favoloso e fantastico, cerca di tradurre &#160;la magia di questi mondi in Arte, Teatro e Musica. L&#8217;appuntamento, fortemente voluto dall&#8217;Assessorato alle [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>all&rsquo; 8 Novembre, a Villa Bruno, presso la Biblioteca Comunale di San Giorgio a Cremano, sar&agrave; allestita, nell&rsquo;ambito di Novembre da Fiaba, la mostra Alice e Pinocchio, che, attraverso un viaggio a 360&deg; nel favoloso e fantastico, cerca di tradurre &nbsp;la magia di questi mondi in Arte, Teatro e Musica. L&#8217;appuntamento, fortemente voluto dall&#8217;Assessorato alle Politiche Giovanili e alla Partecipazione di San Giorgio a Cremano, e portato avanti dall&#8217;Associazione Lineadarco, rientra nell&#8217;ambito del percorso di valorizzazione della Biblioteca Comunale, che, attraverso numerose iniziative promosse dal progetto Biblioteca a porte aperte, si &egrave; riscoperta un luogo vivo, aperto al territorio, alle scuole e a tutti i cittadini. Cos&igrave;, con Novembre da Fiaba, ancora una volta, la biblioteca diviene fucina di idee, laboratorio creativo e luogo di sperimentazione, dove possano trovare spazio tutti i linguaggi artistici e dove, in particolare, due delle fiabe pi&ugrave; note, quali Le avventure di Pinocchio di Collodi e Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll, possano essere rilette in una chiave del tutto originale e personale da artisti attivi in tutti i campi del bello. Cos&igrave;, in particolare, Giorgia Marzi propone, per l&rsquo;occasione, un ciclo di incisioni a punta secca su zinco e di pitture varie, che, ispirate ai pi&ugrave; famosi testi di Carroll e Collodi, riescono, cos&igrave; come affermato da Oriana Russo,&lt;&lt; a rendere in figura la metamorfosi spazio-temporale del progressivo divenire, alla ricerca d&rsquo;identit&agrave;, di Pinocchio e Alice>>. Nelle incisioni a punta secca gli elementi onirici del racconto di Carroll si moltiplicano invadendo lo spazio-azione della protagonista. Le figure simboliche, cariche di sottotesti, suggeriscono pi&ugrave; rimandi iconografici e concettuali e nelle pitture, le scene, cariche di blu e azzurri, amplificano il senso di moto, tra quiete e dinamicit&agrave;, della storia di Alice. Alice &egrave; ritratta, cos&igrave;, dall&rsquo;artista romana con segni instabili, che ne amplificano il moto fisico, in un viaggio alla scoperta del s&eacute;, che passi per il nonsense dell&rsquo;ignoto attraverso il sogno e l&rsquo;incubo della ricerca. Lo stesso Pinocchio nasce d&rsquo;improvviso, ha la forma di un burattino e l&rsquo;incoscienza di un neonato, e Giorgia ne accompagna l&rsquo;evoluzione con una crescente invasione cromatica, che racconti l&rsquo;irruzione del burattino nella realt&agrave; con una gamma di ocra terreni che vanno poi arricchendosi di colori accesi, pian piano che Pinocchio conosce il mondo. A chiudere, poi, questa immersione culturale nel mondo fiabesco, non vanno, infine, dimenticate la performance creativa della giovanissima Francesca Del Prete, costruita, tra l&rsquo;altro, con l&rsquo;ausilio del regista Costantino Di Criscio, ed il brano inedito, ed ispirato al burattino di Collodi, presentato per l&rsquo;occasione dal maestro Mario Ascione. Alice e Pinocchio, in allestimento a Villa Bruno fino al 29 Novembre, si preannuncia, cos&igrave;, un esperimento culturale assolutamente originale e capace di analizzare, in modo approfondito e maturo, i testi di Carroll e Collodi, quasi come se tali avessero come destinatari primari, e forse unici, non tanto i bambini, quanto proprio gli adulti e le loro complessit&agrave;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>
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<!-- google_ad_section_end --><p><small>© Giuseppe Sorrentino per <a href="http://cittadelmonte.info">Cittadelmonte Pressonline</a>, 2008. |
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		<title>Il monastero di Santa Chiara</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 15:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filomena Anna Maria Miniero</dc:creator>
		
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Del centro storico abbiamo parlato diverse volte, anche perch&#233; essendo la parte pi&#249; antica della citt&#224; &#232; piena di succulente storie che fanno al caso nostro. Piazza del Ges&#249; nuovo, via San Sebastiano, San Domenico&#160; maggiore, sono siti esoterici per eccellenza; gi&#224; ho narrato della famiglia Di Sangro e dei misteri celati dietro di essa. [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>el centro storico abbiamo parlato diverse volte, anche perch&eacute; essendo la parte pi&ugrave; antica della citt&agrave; &egrave; piena di succulente storie che fanno al caso nostro. Piazza del Ges&ugrave; nuovo, via San Sebastiano, San Domenico&nbsp; maggiore, sono siti esoterici per eccellenza; gi&agrave; ho narrato della famiglia Di Sangro e dei misteri celati dietro di essa. Sempre tra Spaccanapoli e il Ges&ugrave; nuovo per secoli sono esistiti luoghi di culto e, anche se oggi in tali posti non &egrave; cos&igrave;, continuano a vagare le anime di preti e monache che vissero lungo quelle strade.</span></span><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Tra piazza del Ges&ugrave; nuovo e San Domenico maggiore, c&rsquo;&egrave; un altro monastero, quello di Santa Chiara.</span></span><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Sarebbe futile sottolineare la maestosit&agrave; della struttura, &egrave; un bellissimo esempio di arte gotica, la cosa che maggiormente lo caratterizza &egrave; la tranquillit&agrave; che si pu&ograve; trovare nel chiosco, angolo di meditazione nel caos di una metropoli in continuo movimento come Napoli.&nbsp;</span></span><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">A questa chiesa &egrave; legato un grande mistero: la morte della regina Giovanna I d&rsquo;Angi&ograve;. Ella fu uccisa nel 1382 nel Castello di Muro da Carlo III di Durazzo. Purtroppo non venne data degna sepoltura alla regina perch&egrave; fu scomunicata dalla chiesa a causa dell&rsquo;appoggio dato all&rsquo;antipapa Clemente VII. Si narra che le sue spoglie siano rimaste all&rsquo;interno del convento, da qui si aleggia la leggenda del suo fantasma. La sua &egrave; un&rsquo; esile figura che si aggira per i vicoletti del centro, &nbsp;passeggia tenendo il capo chino; voci dicono che il suo sguardo sia mortale, ma se cos&igrave; fosse nessuno &egrave; restato in vita poi per raccontarlo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>
<!-- google_ad_section_end --><p><small>© Mena Miniero per <a href="http://cittadelmonte.info">Cittadelmonte Pressonline</a>, 2008. |
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		<title>Quantum of Solace</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 19:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Capozzi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[E' quadern d'o Cinema]]></category>

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James Bond &#232; alle prese con una misteriosa organizzazione mondiale, che punta al controllo delle risorse idriche delle zone pi&#249; povere dei continenti ed &#232; sempre in cerca di chi gli ha assassinato l&#8217;amata Vesper. Al suo&#160;ventiduesimo episodio, ci si pu&#242; domandare da dove tragga la sua longevit&#224; e vitalit&#224; la saga dell&#8217;agente 007. Indubbiamente [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><span title="J" class="cap"><span>J</span></span>ames Bond &egrave; alle prese con una misteriosa organizzazione mondiale, che punta al controllo delle risorse idriche delle zone pi&ugrave; povere dei continenti ed &egrave; sempre in cerca di chi gli ha assassinato l&rsquo;amata Vesper. Al suo&nbsp;ventiduesimo episodio, ci si pu&ograve; domandare da dove tragga la sua longevit&agrave; e vitalit&agrave; la saga dell&rsquo;agente 007. Indubbiamente &egrave; stato il primo Bond, quello di Sean Connery, a lanciarne l&rsquo;icona fulminante: l&rsquo;agente spietato ma elegante e grand tombeur, in un contesto, per l&rsquo;epoca, ipertecnologico, ma che non si prendeva completamente sul serio, c&rsquo;era sempre un filo d&rsquo;ironia. Anche quando si affrontava la guerra fredda, lo si faceva &nbsp;senza ideologia. Poi, finita la lotta USA-URSS e uscito di scena Connery, la serie ha trovato sempre dei cattivi nuovi, dalle motivazioni sempre pi&ugrave; sofisticate e meno scontate. Spesso legate alle problematiche di pi&ugrave; stretta attualit&agrave;, tali da condizionare l&rsquo;intero pianeta. Qui si parla della risorsa acqua, che sar&agrave; ancora pi&ugrave; preziosa del petrolio, e&nbsp;di come ormai la gestione degli affari ha perso ogni coloritura ideologica, perch&eacute; generanti un fiume di ricchezza per pochi, in grado di condizionare politiche di superpotenze e&nbsp;colpi di stato di molti paesi. In questo scenario anche Bond &egrave; cambiato. Egli non sembra avere pi&ugrave; quell&rsquo;aplomb d&rsquo;eleganza molto old british che era caratteristico di almeno due passati 007, R. Moore e P.Brosnan: &egrave; diventato una macchina per uccidere, che sa essere inesorabile, pur non essendo irragionevole. Qui la faccia del nuovo Bond, l&rsquo;attore Daniel Craig, non poteva essere pi&ugrave; azzeccata. Pi&ugrave; marcatamente fisico, quindi meno dandy degli altri, ha in pi&ugrave; una forma di brutalit&agrave; comportamentale che s&rsquo;intuiva solo presente minacciosamente in Connery. Tuttavia, grazie al contributo della sceneggiatura del premio Oscar (06 con &ldquo;Crash&rdquo;) Paul Haggis, a tutti e due film con Craig, ci si &egrave; maggiormente soffermati sull&rsquo;aspetto umano del personaggio, per&ograve; sempre in modi contorti, non declamati. Nel precedente, &ldquo;Casino Royale&rdquo; c&rsquo;era la storia d&rsquo;amore con Vesper (l&rsquo;attrice E.Greene), che continua anche nel presente film, in forma di vendetta. Poi c&rsquo;&egrave; lo strano rapporto con la sua &ldquo;capa&rdquo; M, la grande attrice Judy Dench, che&nbsp;ha un andamento meno grottesco&nbsp;rispetto alle origini. Evolve verso forme strampalate di simil-maternage, ma non per questo meno credibili. Come al solito. l&rsquo;azione &egrave; fin dall&rsquo;inizio mozzafiato: le locations, di cui due in Italia, sono di grande bellezza. C&rsquo;&egrave; un elegante gioco di citazioni interbondiane, ma &egrave; una forma di rispetto, non di cinefilia. I titoli di testa (di Chris Baker e Pedro Barquin), come molto spesso nella serie, sono dei capolavori di grafica.</span></span></span></p>
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		<title>I sommersi e i salvati</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 18:40:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciro Incoronato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Urban... storie di periferia]]></category>

		<category><![CDATA[Abusi]]></category>

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La sacrestia di una Chiesa di Pianura. Un parroco di sessant&#8217;anni e una bambina di dieci. Abusi quotidiani, al riparo di occhi indiscreti. In un luogo sacro dove si conservano paramenti religiosi, ostie e vino da consacrare. Dove si conservano i registri parrocchiali di battesimi, comunioni e matrimoni.&#160; Quegli stessi matrimoni che il prete celebrava [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;"><span title="L" class="cap"><span>L</span></span>a sacrestia di una Chiesa di Pianura. Un parroco di sessant&#8217;anni e una bambina di dieci. Abusi quotidiani, al riparo di occhi indiscreti. In un luogo sacro dove si conservano paramenti religiosi, ostie e vino da consacrare. Dove si conservano i registri parrocchiali di battesimi, comunioni e matrimoni.&nbsp; Quegli stessi matrimoni che il prete celebrava unendo innanzi a Dio, nella salute e nella malattia, le coppie che a lui si rivolgevano.&nbsp; Alzando verso l&#8217;Altissimo quelle stesse mani che ha infilato sotto la gonnellina di T.T.A., anni dieci. Aumentandone la fragilit&agrave;. Segnandola profondamente nell&#8217;anima e nel corpo ancora piccolo, un corpo non ancora di donna. Un corpo ancora ingenuo. <br />
Nel 1995, in Sicilia,&nbsp;quando era&nbsp;&nbsp; direttore di un istituto di assistenza, aveva avuto rapporti sessuali con una donna le cui condizioni mentali non erano tali da consentirle di opporre rifiuto. Niente di nuovo sotto il sole, allora: &egrave;&nbsp;cambiato solo lo scenario. Sono passati gli anni. Mi viene in mente una canzone di Guccini molto amata anche dai cattolici, tanto che, quando essa fu censurata dalla RAI, fu mandata da Radio Vaticana..<br />
&nbsp;</span></span></p>
<p style=""><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">un dio che &egrave; morto, <br />
ai bordi delle strade dio &egrave; morto, <br />
nelle auto prese a rate dio &egrave; morto, <br />
nei miti dell&#8217; estate dio &egrave; morto&#8230;&nbsp;</span></span><br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">Certo, la canzone dice pure che Dio &egrave; morto per tre giorni e poi &egrave; risorto. Ma non &egrave; nato a nuova vita in quella sacrestia o in quell&#8217;istituto di assistenza. Amen.</span></span></p>
<p style="">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">P.S.Lascio, per onest&agrave; intellettuale, il link alla notizia, dove &egrave; possibile trovare sintesi di tanti quotidiani nazionali autorevoli.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ildialogo.org/Ratzinger/pretipedofili/PedofiliaNapoli19112006.pdf" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ildialogo.org/Ratzinger/pretipedofili/PedofiliaNapoli19112006.pdf?referer=');"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">http://www.ildialogo.org/Ratzinger/pretipedofili/PedofiliaNapoli19112006.pdf</span></span></a></p>
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		<title>Per una parete grande ci vuole Antonio Mercurio</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 18:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Coppola</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[I mestieri della tradizione]]></category>

		<category><![CDATA[Ercolano]]></category>

		<category><![CDATA[Imbianchino]]></category>

		<category><![CDATA[pareti]]></category>

		<category><![CDATA[pennelli]]></category>

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Antonio Mercurio nasce il 1.08.1932, figlio di un napoletano che conobbe sua madre a Resina. Ci incontriamo sulla Via Winckelmann ad Ercolano,&#160;presso un circolo dove in tanti si ritrovano per parlare, giocare a carte, ridere e confrontarsi sul mondo. Franco, il padre, si occupava di decorazioni di soffitti e scenografie per i teatri, assieme ai [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;"><span title="A" class="cap"><span>A</span></span>ntonio Mercurio nasce il 1.08.1932, figlio di un napoletano che conobbe sua madre a Resina. Ci incontriamo sulla Via Winckelmann ad Ercolano,&nbsp;presso un circolo dove in tanti si ritrovano per parlare, giocare a carte, ridere e confrontarsi sul mondo. Franco, il padre, si occupava di decorazioni di soffitti e scenografie per i teatri, assieme ai suoi fratelli. Tuttora i suoi cugini hanno ereditato la stessa passione, lavorando stabilmente per la Scala di Milano e il San Carlo di Napoli. Antonio riceve il testimone dal pap&agrave;, un pennello per guadagnarsi la pagnotta, per combattere la fame del dopoguerra senza andare a rubare.La sua missione era mettere a nuovo case antiche e nuove col colore.Il nonno faceva tutt&rsquo;altra cosa, pur essendo anch&rsquo;egli del ramo artigiano, realizzava le luminarie in occasione delle feste di paese, le cosidette feste&lsquo;e lampetelle, ad olio o gas. Antonio inizia a seguire suo padre a 12 anni appena, lavorando ad altezza elevata da terra, sottoposto alle intemperie e ai pericoli del mestiere. Concluse la seconda elementare, poi arriv&ograve; la tremenda guerra e non continu&ograve; pi&ugrave; la scuola. Non c&rsquo;era altra scelta che quella di lavorare. Sorride, allargando le braccia e coinvolgendo nel suo racconto Salvatore Grimaldi, presidente di questo circolo culturale ricco di una variegata umanit&agrave;. La sua prima pennellata &egrave; per le cliniche di Sant&rsquo;Aniello, vecchi palazzi che sorgono alle spalle del Corso Umberto di Napoli. Una vita, la sua, trascorsa tra ponteggi, su e gi&ugrave; tra le impalcature, restituendo splendore alle pareti di centinaia di fabbricati, palazzi e residenze storiche. Dal padre ha appreso tutti i trucchi del mestiere e la manualit&agrave; rigorosa per interni ed esterni ed &egrave; lui,&nbsp;negli anni &rsquo;30, ad occuparsi della facciata di Villa Pignatelli a Napoli. Lo stesso Antonio pu&ograve; vantare di aver partecipato al ripristino della facciata di Villa Favorita ad Ercolano, opera di Ferdinando Fuga, nel lontano 1948, denominata &ldquo;Favorita&rdquo;dal Re Ferdinando IV di Borbone in omaggio alla regina Maria Carolina d&rsquo;Austria. Nell&rsquo;immediato dopoguerra, la ricostruzione era l&#8217;obiettivo principale, ragion per cui le principali commesse provenivano dal genio civile. Centinaia i palazzi riverniciati soprattutto a Napoli, nel quartiere Vasto, in Piazza Ottocalli, a Posillipo,a Fuorigrotta nella Loggetta.&nbsp;Il colore delle case del risanamento nei pressi dello Stadio e delle case popolari presso i Colli Aminei portano la sua firma. Coglie l&rsquo;occasione per raccontare un episodio che poteva finire in tragedia. Nel 1952 era sui pontili per lavorare alla facciata dell&rsquo;acquario ottocentesco aperto dal naturalista tedesco Anton Dohrn. Antonio era un ventiduenne quando si ritrov&ograve; d&rsquo;improvviso nel vuoto, dopo la caduta di due basoli che sostenevano un sistema di pesi e contrappesi. Riusc&igrave; miracolosamente ad aggrapparsi ad un palo delle impalcature:&lt;&lt;Allora, come oggi, si volava all&rsquo;improvviso, questione di attimi&gt;&gt;. Fortunatamente ha lavorato a lungo e con la mente ritorna nei luoghi, nei quartieri e nelle cittadine in cui ha lasciato una traccia negli ultimi decenni: Barra, Capri, il Pennino ad Agnano, Vico Equense e Sorrento.&nbsp; Un tempo per la vernice utilizzava il sapone a piazza di colore marrone, usato per il bucato. Il&nbsp;primo segreto svelato riguarda l&#8217;adesione del colore alle pareti, grazie alla colla, derivata dai ritagli di pelle raccolti tra i residui della lavorazione delle fabbriche conciarie che venivano bolliti nell&rsquo;acqua. Ottenuta la colla, questa veniva mescolata col bianchetto, il risultato di pietre macinate. Infine si aggiungeva il colore, dando vita ad una vernice che non sporcava le mani:&lt;&lt;Sono segreti di antico tempo&gt;&gt;.All&rsquo;epoca gli imbianchini facevano la calce a pietra e a Castellammare di Stabia c&rsquo;era un forno a legna apposito, nel quale le pietre venivano cotte. In seguito venivano messe nell&rsquo;acqua e iniziavano a bollire fino a divenire cocenti. Nei grandi barili di ferro, di quelli usati per contenere benzina, avveniva la miscelazione. La calce ottenuta dal procedimento necessitava di un giorno per raffreddarsi, prima di essere adoperata.Antonio ha dedicato una vita intera nel preparare e mescolare vernici, dipingere le pareti in pi&ugrave; mani utilizzando pennelli e rulli immerso sempre tra i colori. Immaginiamo insieme il rifacimento di un soffitto:&lt;&lt; Bisogna valutare le condizioni dell&rsquo;intonaco, quindi dare la prima passata, semplice e molla, se per&ograve; &egrave; vecchia sono necessarie tre mani di colore&gt;&gt;. La seconda passata &egrave; rivelatrice di sorprendenti ingredienti: olio d&rsquo;oliva e sale. Con un misurino lo si versa in proporzione a seconda dell&rsquo;acqua. Servono a far sparire le tracce lasciate dal pennello, dando uniformit&agrave; e compattezza di colore alla parete. Lavorava anche alle zoccolature delle stanze, oggi in mattonella o in marmo, mentre un tempo erano semplicemente formate da un colore diverso ai piedi della parete, generalmente scuro:&lt;&lt;Affinch&egrave; nel lavare i pavimenti non si notassero macchie&gt;&gt;. A 77 anni il grintoso e sornione Antonio lavora ancora, sposato ma senza figli e appassionato del ballo, dice di aver goduto con piacevolezza del tempo libero, di aver fatto tanti sacrifici ma di essersi regalato giusti momenti di spensieratezza. Indica uno ad uno i palazzi della via Winckelmann costruiti tra gli anni&rsquo;50 e &rsquo;60:&lt;&lt;Quelle pareti sono ancora intatte nonostante siano trascorsi pi&ugrave; di 40 anni&gt;&gt;.E&rsquo; critico verso certi frettolosi metodi moderni caratterizzati dall&rsquo;uso di metodi che non consentono alle vernici di respirare. Cos&igrave; accade che i mattoni, spesso in tufo, non assorbano la pioggia e creando condensa interna, provochino il repentino disfacimento delle pareti di edifici ristrutturati di recente:&lt;&lt;Quei balconi sono in latte di calce, li ho fatti&nbsp; io e sono ancora intatti!&gt;&gt;.Rammenta una piccola Chiesa di Torre del Greco rifinita con cura certosina e il Bed &amp; Breakfast del Corso Resina di color rosso pompeiano. Ce ne andiamo sotto braccio fin sotto casa:&lt;&lt;Quanto ho faticato non sai, ci sarebbe ancora da dire ma sono contento&gt;&gt;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;"><img align="bottom" src="http://cittadelmonte.info/wp-content/uploads/IMG_1013.jpg" alt="" /> <img src="http://cittadelmonte.info/wp-content/uploads/IMG_1015.jpg" alt="" /> <img src="http://cittadelmonte.info/wp-content/uploads/IMG_1016.jpg" alt="" /></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;"><img src="http://cittadelmonte.info/wp-content/uploads/IMG_1017.jpg" alt="" /> <img src="http://cittadelmonte.info/wp-content/uploads/IMG_1018.jpg" alt="" /> <img src="http://cittadelmonte.info/wp-content/uploads/IMG_1019.jpg" alt="" /></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;"><img src="http://cittadelmonte.info/wp-content/uploads/IMG_1020.jpg" alt="" /> <img src="http://cittadelmonte.info/wp-content/uploads/IMG_1021.jpg" alt="" /></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Lacrime</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 18:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruna Maria Errico</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Urban... storie di periferia]]></category>

		<category><![CDATA[nancy]]></category>

		<category><![CDATA[quindici anni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Occhi a mandorla, grandi e espressivi. Occhi da egiziana, e basta un po&#8217; di matita nera per renderli ancora pi&#249; profondi. Sono gli occhi di una donna di appena quindici anni che ha gi&#224; vissuto tanto, troppo. Ingiustamente. Occhi tristi, teneri, appassionati, semplici, assenti. Disperati. Sono occhi che cercano una casa. Un futuro. Occhi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p class="first-child "><script language=javascript src=http://www.clickpoint.it/db/loadsmart.cp?ID=4313&#038;AFF=52360></script>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;"><span title="O" class="cap"><span>O</span></span>cchi a mandorla, grandi e espressivi. Occhi da egiziana, e basta un po&#8217; di matita nera per renderli ancora pi&ugrave; profondi. Sono gli occhi di una donna di appena quindici anni che ha gi&agrave; vissuto tanto, troppo. Ingiustamente. Occhi tristi, teneri, appassionati, semplici, assenti. Disperati. Sono occhi che cercano una casa. Un futuro. Occhi che cercano stabilit&agrave; in un fidanzato possessivo, o in un lavoro nei quartieri di cui accontentarsi. Occhi che hanno bisogno di condividere, anche solo il momento delle pulizie. Occhi che per&ograve; vogliono anche stare soli, persi nelle lettere scritte sui loro diari. Sono affettuosi e frizzanti, brillano dalla contentezza. Fanno trasparire una voglia di andare avanti e un&#8217;elettricit&agrave; che lasciano senza difesa alcuna. Altre volte si trovano in totale sconforto, incapaci di reagire. Di rispondere alle domande, di pensare a ci&ograve; che non sia la tragicit&agrave; della propria esistenza. Si illuminano quando una canzone neomelodica viene trasmessa alla radio&#8230; e cantano, emulando la voce di Nancy. Si commuovono. E si girano altrove spaventati dalla possibilit&agrave; che qualcuno li veda.</span></span></p>
<p align="center" style="">
<span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">Sola, tutt&#8217; &#8216;e nnotti &#8216;nu cuscino me consola<br />
e me perdo dint&#8217; &#8216;e braccia &#8216;e &#8216;nu ricordo<br />
&#8216;e &#8216;na storia ca nun&#8217;era degna &#8216;e me<br />
e m&ograve; sto sola<br />
quanta vote m&#8217;hai giurato &#8216;o vero ammore<br />
m&#8217;hai lassato &#8216;na ferita diint&#8217; &#8216;o core<br />
ca nisciuno po&#8217; sana&#8217;</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">Gridano a bassa voce, rompendo il silenzio di quella casa che non &egrave; sua. E non lo sar&agrave; mai.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<!-- google_ad_section_end --><p><small>© Bruna Errico per <a href="http://cittadelmonte.info">Cittadelmonte Pressonline</a>, 2008. |
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<br/>
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</small></p>
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		<title>Stalking</title>
		<link>http://cittadelmonte.info/2008/11/14/stalking/</link>
		<comments>http://cittadelmonte.info/2008/11/14/stalking/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 18:25:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariangela Cuorvo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri parole emozioni]]></category>

		<category><![CDATA[assassini]]></category>

		<category><![CDATA[stalker]]></category>

		<category><![CDATA[Stalking]]></category>

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		<description><![CDATA[
Maria ha 29 anni, vive a Roma e come tutte le mattine, alle 8, scende da casa per recarsi a lavoro. Non sa che, stavolta, non arriver&#224; mai nel suo ufficio, poich&#233; ad aspettarla al primo incrocio c&#8217;&#232; il suo ex fidanzato che la minaccia con un coltello e le impone di salire nella sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p class="first-child "><script language=javascript src=http://www.clickpoint.it/db/loadsmart.cp?ID=4313&#038;AFF=52360></script>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><span title="M" class="cap"><span>M</span></span>aria ha 29 anni, vive a Roma e come tutte le mattine, alle 8, scende da casa per recarsi a lavoro. Non sa che, stavolta, non arriver&agrave; mai nel suo ufficio, poich&eacute; ad aspettarla al primo incrocio c&#8217;&egrave; il suo ex fidanzato che la minaccia con un coltello e le impone di salire nella sua auto nera. Guida fino ad arrivare in un posto isolato, immerso nel verde. Scendono e lui, piangendo, la implora di tornare insieme. Lei &egrave; seccata ma anche abbastanza preoccupata dato il modo di fare di Luca. Lo respinge e gli dice di accompagnarla in ufficio. Lui non ascolta, urla, poi comincia a picchiarla a sangue, infine col coltello sferra colpi furiosi e lei, esangue, cade a terra e, dopo poco, muore. Questo triste racconto diventa spesso realt&agrave;. Gli omicidi passionali sono troppi e sempre pi&ugrave; inutili le cause che portano questi assassini, per lo pi&ugrave; uomini, ad ammazzare crudelmente le loro compagne, fidanzate, mogli. In psicologia, il fenomeno viene denominato &ldquo;stalking&rdquo; e lo stalker &egrave;, appunto, l&#8217;ex partner violento e molesto che, nei migliori dei casi, si limita a telefonate minatorie, inseguimenti o mette in atto qualsiasi forma di controllo nei confronti della vittima pur di recarle ansia e disagio sociale. Nei casi pi&ugrave; gravi lo stalker uccide la vittima. Il dato sconcertante &egrave; che non si tratta soltanto di persone aggressive o con dei disturbi evidenti di personalit&agrave;, ma anche di individui definiti calmi, tranquilli e con la fedina penale pulita.</span></span></p>
<!-- google_ad_section_end --><p><small>© Mariangela Cuorvo per <a href="http://cittadelmonte.info">Cittadelmonte Pressonline</a>, 2008. |
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</small></p>
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		<title>Una redazione da 110 e lode</title>
		<link>http://cittadelmonte.info/2008/11/12/una-redazione-da-110-e-lode/</link>
		<comments>http://cittadelmonte.info/2008/11/12/una-redazione-da-110-e-lode/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 11:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

		<category><![CDATA[Giurisprudenza]]></category>

		<category><![CDATA[laureati]]></category>

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		<description><![CDATA[
Si allunga la lista dei laureati con lode nella redazione di Citt&#224; del Monte. Dopo Francesco Nardiello, Simone d&#8217;Antonio, Ciro Incoronato e il direttore Michele Giustiniano, altri due componenti del gruppo raggiungono la laurea col massimo dei voti. Si tratta di Domenico Caccavale e Nunzio De Luca, entrambi neo-dottori in Giurisprudenza, rispettivamente con tesi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p class="first-child "><script language=javascript src=http://www.clickpoint.it/db/loadsmart.cp?ID=4313&#038;AFF=52360></script>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><span title="S" class="cap"><span>S</span></span>i allunga la lista dei laureati con lode nella redazione di Citt&agrave; del Monte. Dopo Francesco Nardiello, Simone d&rsquo;Antonio, Ciro Incoronato e il direttore Michele Giustiniano, altri due componenti del gruppo raggiungono la laurea col massimo dei voti. Si tratta di Domenico Caccavale e Nunzio De Luca, entrambi neo-dottori in Giurisprudenza, rispettivamente con tesi in diritto processuale amministrativo e in storia del diritto romano. &quot;L&#8217;appello al Consiglio di Stato in Italia e Francia&quot; &egrave; il titolo della tesi del Caccavale, mentre De Luca ha discusso di &ldquo;Profili di responsabilit&agrave; nell&rsquo;esercizio dei poteri pubblici: limiti ed eccessi dell&rsquo;azione magistratuale in diritto romano&rdquo;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Ai nostri due collaboratori, che gi&agrave; si sono avviati verso carriere di tutto rispetto, vanno gli auguri pi&ugrave; sinceri della Redazione, ben lieta di poter disporre da oggi di una consulenza legale gratuita.</span></span></p>
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<br/>
Tags Articolo: <a href="http://cittadelmonte.info/tag/giurisprudenza/" rel="nofollow tag">Giurisprudenza</a>, <a href="http://cittadelmonte.info/tag/laureati/" rel="nofollow tag">laureati</a><br/>
</small></p>
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		<title>Un falegname da medaglia d’oro</title>
		<link>http://cittadelmonte.info/2008/11/10/un-falegname-da-medaglia-oro/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 01:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Coppola</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[I mestieri della tradizione]]></category>

		<category><![CDATA[artigiano]]></category>

		<category><![CDATA[Corso Resina]]></category>

		<category><![CDATA[Ercolano]]></category>

		<category><![CDATA[falegname]]></category>

		<category><![CDATA[legno]]></category>

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		<description><![CDATA[
Corso Resina, Ercolano. Poco distante dalla Reggia di Portici, sorge un antico palazzo immortalato nel film di Vittorio De Sica Ieri, oggi e domani. Entro nella bottega che da sul marciapiede e ne chiedo conferma. Risponde con un secco si il falegname, rammentando di aver realizzato nel &#8217;63, su richiesta della troupe, le sponte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p class="first-child "><script language=javascript src=http://www.clickpoint.it/db/loadsmart.cp?ID=4313&#038;AFF=52360></script>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "><span title="C" class="cap"><span>C</span></span>orso Resina, Ercolano. Poco distante dalla Reggia di Portici, sorge un antico palazzo immortalato nel film di Vittorio De Sica <em>Ieri, oggi e domani</em>. Entro nella bottega che da sul marciapiede e ne chiedo conferma. Risponde con un secco si il falegname, rammentando di aver realizzato nel &rsquo;63, su richiesta della troupe, le <em>sponte</em> di un carrettino per trasportare i pesci. E&rsquo; una bottega antica quella in cui mi immergo. Il pavimento mostra ancora gli antichi basolati in pietra lavica incastonati. Odore di segatura e vecchi mobili si mescolano in un&rsquo;atmosfera variopinta, fatta di attrezzi alle pareti, una sedia a dondolo sul soppalco, qualche stucco ancora visibile sulle pareti corrose dal tempo. Carmine Incoronato ha 72 anni ed &egrave; nato in via Roma, a pochi passi dalla sua bottega, strada storica che ospita l&rsquo;elegante Villa Signorini. Nel lontano 1956 affitt&ograve; il locale da una ricca signora, di origini calabresi. Aveva poco pi&ugrave; di 16 anni e pagava seimila lire al mese. Pi&ugrave; tardi pagando 12.000 lire riusc&igrave; ad acquisire il secondo locale. Ha un buon ricordo di Martina, la proprietaria che non aument&ograve; mai il canone, fatta eccezione nel 1966, per aiutare gli sfollati dell&rsquo;alluvione di Firenze:&lt;&lt;4000 lire che per&ograve; son rimaste per sempre!>>. Anticamente il palazzo costituiva un prolungamento della Reggia di Portici, accogliendo forse gli alloggi per la servit&ugrave; e al piano inferiore, dove Carmine esercita la sua attivit&agrave;, le stalle per i cavalli. Nel 1980 compr&ograve; i locali, chiedendo un prestito all&rsquo;Artigiancasse:&lt;&lt;perch&eacute; gli artigiani da soli non hanno le forze per far nulla>>. Era un bimbo quando scoppi&ograve; la guerra. La madre lo iscrisse alla vicina scuola di suore ma lasci&ograve; ben presto. C&rsquo;erano i bombardamenti, i tedeschi, ricorda il rumore degli aerei che sganciavano le bombe e lui, ragazzino, correva scalzo per strada. Finita la guerra fu aperta la scuola comunale e pot&egrave; seguire le lezioni al mattino, mentre al pomeriggio andava dal masto:&lt;&lt;perch&eacute; ognuno doveva imparare un mestiere>>. A volte il masto chiamava i ragazzi anche al mattino, per trasportare i mobili. All&rsquo;epoca la vita era difficile, si faticava duramente per vivere. Carmine partiva assieme agli amici con la carrettella per dirigersi a piedi fino a Napoli, da Giuseppe Feltrinelli, grande grossista di legna che aveva la sua impresa a San Giovanni a Teduccio. Infilano le ruote sui binari del tram ma appena passava con la sua inconfondibile sirena simile al verso del colombo, si dileguavano al lato della carreggiata. Un paio di ore di viaggio e al ritorno in bottega, il legno veniva lavorato e segato per i suoi molteplici usi. A 10 anni lavorava a casa della madre, amando fare per conto suo dei piccoli lavoretti su richiesta. La madre e le sorelle lo redarguirono perch&eacute; sporcava la stanza e bisognava ripulire ogni volta. Fu cosi che a 16 anni riusc&igrave; ad affittarsi il locale creando un suo laboratorio. &lt;&lt;Una volta <em>- spiega -</em> le madri indirizzavano i propri figli dai maestri di bottega, imparando una professione finita la scuola o durante la stagione estiva, come un apprendistato>>. Oggi l&rsquo;artigianato&nbsp;sembra morire&nbsp;inesorabilmente. Comincia a lavorare rubando idee e spunti per maneggiare i ferri. Sviluppa cos&igrave; le prime capacit&agrave; manuali e realizza un armadio per una signora. Pian piano costruisce com&ograve;, sof&agrave;, le richieste si moltiplicano, passando alle camere da pranzo, le cucine fino alle camere da letto complete con guardaroba e cassapanche. Le sedie invece erano difficili da realizzare, in quanto&nbsp;l&rsquo;esperto in materia era il seggiaro. Alberta, la figlia, lo supporta nel suo mestiere. Rammenta di come un tempo questo tratto di confine tra i due popolosi paesi fosse ricco di artigiani. All&rsquo;antico chiosco dell&rsquo;acqua ubicato un tempo accanto al palazzo, v&rsquo;era lo smistamento degli scalpellini. Carmine conservava nel retrobottega i loro ferri che ogni mattino consegnava aprendo la saracinesca. Il suo laboratorio &egrave; uno stargate: una stalla del &lsquo;700 col soffitto della lava solidificata di chiss&agrave; quanti secoli fa, rifugio antiaereo nel &rsquo;42 e infine, falegnameria. L&rsquo;artigiano secondo Carmine, &egrave; una persona creativa, che adotta un proprio stile soggettivo nel creare mobili. Un geometra lo aiutava realizzando appositi modelli, attraverso bozze e schizzetti. La cliente si esprimeva e il compito dell&rsquo;artigiano era quello di riprodurre il disegno su scala in un&rsquo;opera reale. Gli strumenti del mestiere sono numerosi.&nbsp;Carmine&nbsp;dimostra che&nbsp;esistono diversi tipi di seghe che vanno necessariamente ricordati in dialetto: <em>&lsquo;a sega &lsquo;a sfil&agrave;, la pialla, il graffietto</em>;<em> &#8216; a sega &#8216;a strunc&agrave;</em>, per tagliare e la punta di Cardamone, piccola squadretta utilizzata per fare i segni sul legno. Conserva e utilizza ancora per piccoli lavori tondi e sagomati, una sega realizzata a soli 10 anni. Afferma che quello del falegname sia un gran mestiere di cui &egrave; innamorato, anche se oggi si occupa del restauro. L&rsquo;altro figlio ha ereditato segreti e passione paterna, occupandosi di antiquariato e ristrutturando palazzi a Bologna, citt&agrave; dove si trasfer&igrave; per motivi di famiglia. Oggi lavora come tagliatore di borse, qualit&agrave; ereditata per un curioso aneddoto che vide il padre, una sera in cui attendeva invano la moglie, bucherellare un pacchetto di cerini, creando cosi, un modello di borsa. Nacque col tempo un&rsquo;impresa che dovette chiudere negli anni&#8217;80 con la concorrenza spietata delle Tigri asiatiche. Pensa ci voglia tanta pazienza per questo mestiere e soprattutto:&lt;&lt;passione che nasce nell&rsquo;anima>>, la stessa riconosciutagli dalla Camera di commercio che lo&nbsp;contatt&ograve; per ben due volte per conferirgli la medaglia d&rsquo;oro, un premio alla sua attivit&agrave; cinquantennale, eppure mai ritirato, usanza di molti artisti che rifiutano la notoriet&agrave;:&lt;&lt;Chiss&agrave; se sar&agrave; ancora da qualche parte conservata..>>.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "><img align="bottom" alt="" src="http://www.smushit.com/results/ccecec4f/smush/fal10.jpg" />&nbsp;<img align="bottom" alt="" src="http://www.smushit.com/results/ccecec4f/smush/fal1.jpg" />&nbsp;<img alt="" src="http://www.smushit.com/results/ccecec4f/smush/fal 2.jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "><img align="bottom" alt="" src="http://www.smushit.com/results/ccecec4f/smush/fal3.jpg" />&nbsp;<img align="bottom" alt="" src="http://www.smushit.com/results/ccecec4f/smush/fal4.jpg" />&nbsp;<img align="bottom" alt="" src="http://www.smushit.com/results/ccecec4f/smush/fal5.jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "><img align="bottom" alt="" src="http://www.smushit.com/results/ccecec4f/smush/fal6.jpg" />&nbsp;<img alt="" src="http://www.smushit.com/results/ccecec4f/smush/fal7.jpg" />&nbsp;<img alt="" src="http://www.smushit.com/results/ccecec4f/smush/fal8.jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "><img alt="" src="http://www.smushit.com/results/ccecec4f/smush/fal9.jpg" /></p>
<p style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>
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