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	<title>Cittadelmonte Pressonline&#187; Articoli con tags baz luhrman  &#8211; Cittadelmonte Pressonline</title>
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	<description>Periodico telematico di cultura vesuviana</description>
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		<title>AUSTRALIA</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 13:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Capozzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[AUSTRALIA&#160;di BAZ LUHRMAN USA-AUSTRAL., 08. Anno di Grazia 1939: Lady Ashley prende possesso della tenuta del marito alle soglie dell&#8217;Outback australiano. Conduce una mandria al porto, scontrandosi con un altro grande allevatore, e affronta l&#8217;invasione giapponese. Il regista, anche produttore, ha inteso erigere, in forma di film, un monumento alla nazione-continente che gli ha dato i natali. Come ad altri famosi attori aussies sparsi nel mondo e presenti a Hollywood. Tra cui i due protagonisti, N.Kidman e H.Jackman, che non[.....]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><b><i><span style="font-family: Arial">AUSTRALIA</span></i></b><b><span style="font-family: Arial">&nbsp;di BAZ LUHRMAN USA-AUSTRAL., 08</span></b><span style="font-family: Arial">. </span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Anno di Grazia 1939: Lady Ashley prende possesso della tenuta del marito alle soglie dell&rsquo;Outback australiano. Conduce una mandria al porto, scontrandosi con un altro grande allevatore, e affronta l&rsquo;invasione giapponese. Il regista, anche produttore, ha inteso erigere, in forma di film, un monumento alla nazione-continente che gli ha dato i natali. Come ad altri famosi attori aussies sparsi nel mondo e presenti a Hollywood. Tra cui i due protagonisti, N.Kidman e H.Jackman, che non deludono, quanto alla &nbsp;presenza scenica e al glamour che ci si aspetta da loro. Anche se fin troppo stereotipati: abbastanza ridicola &egrave; stata la scena della doccia in pretto stile macho-pubblicitario di Jackman. Ma &egrave; nel complesso che il film non funziona. Di fatto &egrave; come se fossero tre i film in uno, ognuno non comunicante con l&rsquo;altro. Il primo &egrave; il western dei grandi spazi, incentrato sulla vicenda del trasferimento del bestiame, ostacolato dal cattivo di turno, il bravo e carismatico B.Brown e dai suoi sgherri, tra i quali &egrave; da segnalare il pi&ugrave; fetente, D.Wenham, e dell&rsquo;incontro col protagonista. Sono decine i western classici, a partire dal capolavoro &ldquo;Il fiume rosso&rdquo; di Howard Hawks (48), direttamente citato, come anche lo &egrave; Sergio Leone, che parlano di questo tipo di epopea. E qui &egrave; la parte pi&ugrave; convincente, paradossalmente pi&ugrave; originale del film. Il senso del viaggio, come processo trasformativo &egrave; reso in modi cinematograficamente impressionanti, con la lettura degli spazi primigeni, incontaminati e sterminati di quel continente; esso &egrave; &nbsp;un andare accompagnato dalla presenza dei nativi, impersonati dalla misteriosa e ben caratterizzata figura di King George, il conosciuto attore aborigeno David Gulpilil. Poi c&rsquo;&egrave; il film del&rsquo;invasione dei nipponici: e qui siamo nettamente &ldquo;dentro&rdquo; &ldquo;Via col vento&rdquo;. Il regista voleva mettere in evidenza la nascita dello spirito australiano e del suo distacco dall&rsquo;Inghilterra, il paese colonizzatore. Il ragionamento storico &egrave; giusto: ma &egrave; poco compartecipato emotivamente. Il terzo film &egrave; quello della &ldquo;Generazione Rubata&rdquo;, che &egrave; il titolo di un bel film civile australiano sull&rsquo;argomento, di Ph. Noyce, ma anche la disgraziata e mai troppo deprecata politica (abolita solo nel 1992) di distacco forzato dei figli meticci dalle madri aborigene. Essa &egrave; inoltre la cornice narrativa del film, perch&eacute; &egrave; narrato proprio da uno di questi ragazzi, che ne &egrave; addirittura il coprotagonista. Le tre vicende si ostacolano, non si concludono e restano narrativamente &ldquo;appese&rdquo;. Il film ha comunque incontrato i suoi pubblici, ed &egrave; piaciuto per l&rsquo;ampiezza e la potenza dei sentimenti messi in campo; il piglio epico del regista &egrave; sostenuto e credibile.</span></span></p>]]></content:encoded>
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