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	<title>Cittadelmonte Pressonline&#187; Articoli con tags Benedetto XVI  &#8211; Cittadelmonte Pressonline</title>
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	<description>Periodico telematico di cultura vesuviana</description>
	<lastBuildDate>Thu, 03 Jun 2010 12:39:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
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		<title>Benedetto XVI ha attualizzato Simeone il Nuovo Teologo</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 18:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Giustiniano</dc:creator>
				<category><![CDATA[La nota di Antonio Colasanto]]></category>
		<category><![CDATA[amore di dio]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[insegnamento]]></category>
		<category><![CDATA[monaco]]></category>
		<category><![CDATA[simeone]]></category>

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		<description><![CDATA[Benedetto XVI: Udienza Generale del 16.9.2009&#160; Benedetto XVI ha attualizzato Simeone il Nuovo Teologo: l&#8217;amore di Dio ci esorta a rispondere con amore all&#8217;odio e con il perdono all&#8217;offesa&#160; &#160;&#160; La vita cristiana &#232;&#160;comunione intima e personale con Dio, la grazia divina illumina il cuore del credente e lo conduce alla visione mistica del Signore&#8230; la vera conoscenza di Dio non viene dai libri, ma dall&#8217;esperienza spirituale, dalla vita spirituale. E&#8217; quanto afferma Simeone il Nuovo Teologo, monaco&#160; nato nel[.....]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial; "><font color="#FF6600">Benedetto XVI: Udienza Generale del 16.9.2009</font>&nbsp;</span><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "> </span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><font color="#0000FF"><b><i>Benedetto XVI ha attualizzato Simeone il Nuovo Teologo:</i></b></font></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "><font color="#0000FF"><b>l&rsquo;amore di Dio ci esorta a rispondere </b></font></span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "><font color="#0000FF"><b>c</b></font></span></span><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "><font color="#0000FF"><b>on amore all&rsquo;odio e con il perdono all&rsquo;offesa</b></font>&nbsp;<br />
&nbsp;</span></span>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">La vita cristiana &egrave;&nbsp;comunione intima e personale con Dio, la grazia divina illumina il cuore del credente e lo conduce alla visione mistica del Signore&hellip; la vera conoscenza di Dio non viene dai libri, ma dall&rsquo;esperienza spirituale, dalla vita spirituale. E&rsquo; quanto afferma Simeone il Nuovo Teologo, monaco&nbsp; nato nel 949 a Galatai in Plafagonia, una regione dl&rsquo;Asia Minore e morto nel 1022, e del quale Benedetto XVI, nella udienza di oggi, ne ha attualizzato il pensiero.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Simeone, poco attratto dalla carriera civile al servizio dell&rsquo;imperatore, sotto l&rsquo;influsso delle illuminazioni interiori che andava sperimentando, domand&ograve; a Simeone il Pio, un semplice monaco del monastero di Studios, presso Costantinopoli, di fargli da guida spirituale e questi gli diede da leggere il trattato&nbsp;<i>La Legge spirituale</i>&nbsp; scritto da Marco il monaco. In questo testo&nbsp; - ha detto Benedetto XVI - Simeone il Nuovo Teologo trov&ograve; un insegnamento che lo impression&ograve; molto: &ldquo;Se cerchi la guarigione spirituale &ndash; vi lesse - sii attento alla tua coscienza. Tutto ci&ograve; che essa ti dice fallo e troverai ci&ograve; che ti &egrave; utile&rdquo;. Da quel momento &ndash; riferisce egli stesso - mai si coric&ograve; senza chiedersi se la coscienza non avesse qualche cosa da rimproverargli.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">L&rsquo;opera di Simeone comprende nove volumi, che si dividono in&nbsp;<i>Capitoli teologici, gnostici</i>&nbsp;e<i>&nbsp;pratici</i>, tre volumi di&nbsp;<i>Catechesi</i>&nbsp;indirizzate a monaci, due volumi di&nbsp;<i>Trattati teologici ed etici</i>&nbsp;e un volume di<i>&nbsp;Inni.</i>&nbsp;Non vanno poi dimenticate le numerose&nbsp;<i>Lettere.&nbsp;</i>Tutte queste opere hanno trovato un posto di rilievo nella tradizione monastica orientale sino ai nostri giorni.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">La conoscenza di Dio nasce da un cammino di purificazione interiore, che ha inizio con la conversione del cuore, grazie alla forza della fede e dell&rsquo;amore; passa attraverso un profondo pentimento e dolore sincero per i propri peccati, per giungere all&rsquo;unione con Cristo, fonte di gioia e di pace, invasi dalla luce della sua presenza in noi.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Per Simeone &ndash; ha detto il Papa - tale esperienza della grazia divina non costituisce un dono eccezionale per alcuni mistici, ma &egrave; il frutto del Battesimo nell&rsquo;esistenza di ogni fedele seriamente impegnato. Questo santo monaco orientale ci richiama tutti ad un&rsquo;attenzione alla vita spirituale, alla presenza nascosta di Dio in noi, alla sincerit&agrave; della coscienza e alla purificazione, alla conversione del cuore, cos&igrave; che realmente lo Spirito Santo divenga presente in noi e ci guidi.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Se infatti giustamente ci si preoccupa di curare la nostra crescita fisica, umana ed intellettuale, -ha sottolineato Papa Benedetto -&nbsp; &egrave;&nbsp;ancor pi&ugrave;&nbsp;importante non trascurare la crescita interiore, che consiste nella conoscenza di Dio, nella vera conoscenza, non solo appresa dai libri, ma interiore, e nella comunione con Dio, per sperimentare il suo aiuto in ogni momento e in ogni circostanza.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Questa esperienza resta quanto mai importante per noi, oggi, per trovare i criteri che ci indicano se siamo realmente vicini a Dio, se Dio c&rsquo;&egrave; e vive in noi.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">L&rsquo;amore di Dio cresce in noi se rimaniamo uniti a Lui con la preghiera e con l&rsquo;ascolto della sua parola, con l&rsquo;apertura del cuore.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Solamente l&rsquo;amore divino ci fa aprire il cuore agli altri e ci rende sensibili alle loro necessit&agrave;, facendoci considerare tutti come fratelli e sorelle e invitandoci a rispondere con l&rsquo;amore all&rsquo;odio e con il perdono all&rsquo;offesa. E tutto questo Simeone lo speriment&ograve; nella sua vita. Infatti, vittima di incomprensioni&nbsp; and&ograve; anche in esilio, ma avvert&igrave; in se stesso un intenso trasporto d&rsquo;amore per i suoi detrattori. Successivamente fu riabilitato dal Patriarca di Costantinopoli Sergio II.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Riflettendo su questa figura di Simeone il Nuovo Teologo &ndash; ha detto papa Benedetto - possiamo rilevare ancora un ulteriore elemento della sua spiritualit&agrave;. Nel cammino di vita ascetica da lui proposto e percorso, la forte attenzione e concentrazione del monaco sull&rsquo;esperienza interiore conferisce al Padre spirituale del monastero un&rsquo;importanza essenziale. Lo stesso giovane Simeone, come s&rsquo;&egrave; detto, aveva trovato un direttore spirituale, che ebbe ad aiutarlo molto e del quale conserv&ograve; grandissima stima, tanto da riservargli, dopo la morte, una venerazione anche pubblica. E vorrei dire che rimane valido per tutti &ndash; sacerdoti, persone consacrate e laici, e specialmente per i giovani &ndash; l&rsquo;invito a ricorrere ai consigli di un buon padre spirituale, capace di accompagnare ciascuno nella conoscenza profonda di se stesso, e condurlo all&rsquo;unione con il Signore, affinch&eacute; la sua esistenza si conformi sempre pi&ugrave; al Vangelo. Per andare verso il Signore abbiamo sempre bisogno di una guida, di un dialogo. Non possiamo farlo solamente con le nostre riflessioni. E questo &egrave; anche il senso della ecclesialit&agrave; della nostra fede, di trovare questa guida.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Concludendo la catechesi&nbsp; Benedetto XVI ha&nbsp; cos&igrave;&nbsp;sintetizzato l&rsquo;insegnamento e l&rsquo;esperienza mistica di Simeone il Nuovo Teologo: nella sua incessante ricerca di Dio, pur nelle difficolt&agrave; che incontr&ograve; e nelle critiche di cui fu oggetto, egli, in fin dei conti, si lasci&ograve; guidare dall&rsquo;amore. Seppe vivere lui stesso e insegnare ai suoi monaci che l&rsquo;essenziale per ogni discepolo di Ges&ugrave; &egrave; crescere nell&rsquo;amore e cos&igrave; cresciamo nella conoscenza di Cristo stesso, per poter affermare con san Paolo: &ldquo;Non vivo pi&ugrave; io, ma Cristo vive in me.&rdquo;</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		<title>I santi Cirillo e Metodio protagonisti della civiltà slava</title>
		<link>http://cittadelmonte.info/2009/06/20/i-santi-cirillo-e-metodio-protagonisti-della-civilta-slava/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 17:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[La nota di Antonio Colasanto]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[catechesi]]></category>
		<category><![CDATA[piazza san pietro]]></category>

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		<description><![CDATA[Benedetto XVI, questa mattina, in piazza San Pietro, presenti circa 40mila persone ha dedicato la catechesi del mercoled&#236; ai santi Cirillo e Metodio compatroni di Europa,fratelli di sanguie e di fede che si distinsero come apostoli degli slavi. Si deve, infatti, a costoro l&#8217; alfabeto gligolitico successivamente designato con il nome di alfabeto cirillico. I due fratelli di origine greca &#8220;erano convinti - ha ricordato il Papa - che i singoli popoli non potessero ritenere di aver ricevuto pienamente la[.....]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "><span class="Apple-style-span"><span class="Apple-style-span">Benedetto XVI, questa mattina, in piazza San Pietro, presenti circa 40mila persone ha dedicato la catechesi del mercoled&igrave; ai santi Cirillo e Metodio compatroni di Europa,fratelli di sanguie e di fede che si distinsero come apostoli degli slavi.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; "><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; ">
<p align="justify"><span style="font-size: small; ">Si deve, infatti, a costoro l&rsquo; alfabeto gligolitico successivamente designato con il nome di alfabeto cirillico. I due fratelli di origine greca &ldquo;erano convinti - ha ricordato il Papa - che i singoli popoli non potessero ritenere di aver ricevuto pienamente la Rivelazione finch&eacute; non l&rsquo;avessero udita nella propria lingua e letta nei caratteri propri del loro alfabeto&rdquo;&nbsp;<br />
</span></p>
</span></span><span style="font-size: small; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; ">
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-family: Arial; ">Cirillo, primo di sette figli e&nbsp; suo fratello Metodio, figli di Leone, magistrato imperiale, ricevettero una ottima educazione. Cirillo, compagno di studi del giovane imperatore Michele III, rifiut&ograve; onori, l&rsquo;insegnamento, un brillante matrimonio e volle ricevere gli ordini sacri. Anche il fratello abbandon&ograve; la carriera amministrativa in Macedonia e si ritir&ograve; a vita monastica, assumendo il nome di Metodio, sul monte Olimpo in Bitinia dove fu seguito dal fratello Cirillo.&nbsp;<br />
</span></p>
</span></span><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 16px; ">
<p style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Dopo alcune missioni svolte per conto del governo imperiale di Costantinopoli &ldquo;i due fratelli - ha detto Benedetto XVI - furono inviati in Moravia dall&rsquo;imperatore Michele III, al quale il principe moravo Ratislao aveva rivolto una precisa richiesta: &ldquo;Il nostro popolo &ndash; gli aveva detto &ndash; da quando ha respinto il paganesimo, osserva la legge cristiana, per&ograve; non abbiamo un maestro che sia in grado di spiegarci la vera fede nella nostra lingua&rdquo;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">La missione ebbe ben presto un successo insolito. Traducendo la liturgia nella lingua slava, i due fratelli guadagnarono una grande simpatia presso il popolo.&rdquo;&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">E' l'inizio dell'avventura apostolica che, fra alterne vicende, anche difficili, segner&agrave; la presenza dei due fratelli tra gli slavi. Ci&ograve; che rimane come atto di assoluto valore &egrave; il lavoro che avviarono e che poi sar&agrave; proseguito dai loro discepoli: il &ldquo;progetto - ha spiegato&nbsp; Papa Benedetto - di raccogliere i dogmi cristiani in libri scritti in lingua slava&rdquo;. &nbsp;&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">In effetti, Cirillo e Metodio furono gli iniziatori di un metodo che oggi si indica col termine&nbsp;<i>inculturazio</i>ne: ogni popolo deve calare nella propria cultura il messaggio rivelato e&nbsp; manifestare la verit&agrave; salvifica con il proprio linguaggio. Questo suppone un lavoro di&nbsp;<i>traduzione</i>&nbsp;molto accurato, perch&eacute; richiede la ricerca di termini adeguati a riproporre, senza tradirla, la ricchezza della Parola rivelata. &ldquo;Di ci&ograve; i due santi fratelli &ndash; ha concluso il Papa - hanno lasciato una testimonianza quanto mai significativa, alla quale la Chiesa guarda anche oggi per trarne ispirazione ed orientamento&rdquo;.&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Cirillo si ammal&ograve; gravemente e mor&igrave; a Roma il 14 febbraio dell&rsquo; 869.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Metodio creato Vescovo continu&ograve; l&rsquo;opera del fratello per lo sviluppo culturale, nazionale e religioso dei popoli slavi. E ci&ograve; veniva ufficialmente riconosciuto&nbsp; gi&agrave; da papa Pio XI con la Lettera apostolica Quod Ssnctum Cyrillum, nella quale qualificava i due fratelli:&ldquo;&nbsp;figli dell&rsquo;Oriente, di patria bizantini, d&rsquo;origine greci, per missione romani, per i frutti apostolici slavi&rdquo;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Il ruolo storico da essi svolto &egrave; stato poi ufficialmente proclamato dal Papa&nbsp;</span></span><span style="font-size: small; "><a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/index_it.htm" target="_blank"><span style="font-family: Arial; "><font color="#663300">Giovanni Paolo II</font></span></a><span style="font-family: Arial; ">&nbsp;che, con la Lettera apostolica&nbsp;</span></span><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; "><a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_31121980_egregiae-virtutis_it.html" target="_blank"><font color="#663300"><i>Egregiae virtutis viri</i></font></a><i>,</i>&nbsp;li ha dichiarati compatroni d&rsquo;Europa insieme con san Benedetto.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><font size="4" face="Garamond"><wbr></wbr><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><wbr></wbr></font><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<b>Antonio Colasanto</b>&nbsp;</span></span></p>
</span></p>]]></content:encoded>
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		<title>Nuove tecnologie, nuove relazioni</title>
		<link>http://cittadelmonte.info/2009/05/22/nuove-tecnologie-nuove-relazioni/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 20:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[La nota di Antonio Colasanto]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazioni sociali]]></category>
		<category><![CDATA[nuove tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Domani la Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali&#160;che Papa Benedetto XVI ha voluto dedicare&#160;a&#160; &#8220;Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere&#160;una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia.&#160; di&#160; Antonio Colasanto I lettori ricorderanno che in gennaio, per la festa di San Francesco di Sales, protettore dei giornalisti,&#160; venne presentato in sala stampa vaticana il testo del messaggio del Papa per la 43^ Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che si celebra domani, domenica 24 maggio 2009.&#160; Ne ricordiamo, oggi, alcuni passaggi essenziali.&#160;[.....]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>
<h2><span style="font-size: small; ">Domani la Giornata Mondiale delle comunicazioni</span> <span style="font-size: small; ">sociali&nbsp;</span><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">che Papa Benedetto XVI ha voluto dedicare&nbsp;a&nbsp;</span></span>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">&ldquo;Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere&nbsp;</span></span><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia.</span></span>&nbsp;</p>
</h2>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">di&nbsp; Antonio Colasanto</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">I lettori ricorderanno che in gennaio, per la festa di San Francesco di Sales, protettore dei giornalisti,&nbsp; venne presentato in sala stampa vaticana il testo del messaggio del Papa per la 43^ Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che si celebra domani, domenica 24 maggio 2009.&nbsp; Ne ricordiamo, oggi, alcuni passaggi essenziali.&nbsp;</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Benedetto XVI con il suo messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali si rivolge soprattutto alla &ldquo;generazione digitale&rdquo;, ai giovani, perch&eacute; s&rsquo;impegnino ad evangelizzare quel &quot;vero dono per l'umanit&agrave;&quot; che &egrave; Internet, rendendo la rete un luogo capace di promuovere i grandi valori dell&rsquo;esistenza umana.&nbsp;<br />
&ldquo; Desidero incoraggiare tutte le persone di buona volont&agrave;, attive nel mondo emergente della comunicazione digitale, perch&eacute; si impegnino nel promuovere una cultura del rispetto, del dialogo, dell&rsquo;amicizia&rdquo;&nbsp;Questo in sintesi il pensiero del Papa espresso con il suo Messaggio che quest&rsquo;anno ha per tema proprio &rdquo;Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia.&rdquo;&nbsp;<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Il Papa, guardando a coloro che fanno parte della cosiddetta &ldquo;generazione digitale&rdquo; ha esortato quanti operano nel settore della produzione e diffusione di contenuti dei nuovi media ad impegnarsi per il rispetto della dignit&agrave; e del valore della persona umana ed ha ricordato con chiarezza che se le nuove tecnologie devono servire al bene dei singoli e della societ&agrave;&nbsp;&ldquo;quanti ne usano devono evitare la condivisione di parole e immagini degradanti per l&rsquo;essere umano, ed escludere quindi ci&ograve; che alimenta l&rsquo;odio e l&rsquo;intolleranza, svilisce la bellezza e l&rsquo;intimit&agrave; della sessualit&agrave; umana, sfrutta i deboli e gli indifesi.&rdquo;&nbsp;<br />
Le innovazioni tecnologiche, l&rsquo;aggiornamento e lo sviluppo degli strumenti, la molteplicit&agrave; dei canali attraverso i quali &egrave; possibile inviare in tempo reale parole e immagini in luoghi lontani del mondo non costituiscono, infatti, solo passi in avanti ma, com&rsquo;&egrave; stato osservato, creano nuove possibilit&agrave; perch&eacute; gli uomini se ne possano servire per il bene comune. I giovani, in particolare, hanno colto l&rsquo;enorme potenziale dei nuovi strumenti nel favorire la connessione, la comunicazione e la comprensione tra individui e comunit&agrave;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Molti benefici derivano da questa nuova cultura della comunicazione. Inoltre il Papa ha ricordato che la natura interattiva dei nuovi media facilita forme pi&ugrave; dinamiche di apprendimento e di comunicazione, che contribuiscono al progresso sociale.&nbsp;<br />
&ldquo;Le nuove tecnologie hanno anche aperto la strada al dialogo tra persone di differenti paesi, culture e religioni. La nuova arena digitale &ndash; ha scritto Benedetto XVI - il cosiddetto cyberspace, permette di incontrarsi e di conoscere i valori e le tradizioni degli altri. Simili incontri, tuttavia, per essere fecondi, richiedono forme oneste e corrette di espressione insieme ad un ascolto attento e rispettoso. Il dialogo deve essere radicato in una ricerca sincera e reciproca della verit&agrave;, per realizzare la promozione dello sviluppo nella comprensione e nella tolleranza.&rdquo;&nbsp;&nbsp;<br />
Il Papa, poi, riferendosi al concetto di amicizia, che gode di un rinnovato rilancio nel vocabolario dei cybernauti, ha ricordato che tale concetto costituisce una delle pi&ugrave; nobili conquiste della cultura perch&egrave; attraverso le nostre amicizie cresciamo e ci sviluppiamo come esseri umani. L&rsquo;amicizia e l&rsquo;esperienza dell&rsquo;amicizia non possono correre il rischio di essere banalizzate. E&rsquo; vero che si creano nuove relazioni, nuove amicizie, ma c&rsquo;&egrave; il rischio che si tratti di amicizie virtuali che piano piano fanno perdere il rapporto reale con la comunit&agrave;, con le persone che stanno intorno.&ldquo;L&rsquo;amicizia &egrave; un grande bene umano, ma sarebbe svuotato del suo valore, se fosse considerato fine a se stesso. Gli amici devono sostenersi e incoraggiarsi l&rsquo;un l&rsquo;altro nello sviluppare i loro doni e talenti e nel metterli al servizio della comunit&agrave; umana. In questo contesto, &egrave; gratificante vedere l&rsquo;emergere di nuove reti digitali che cercano di promuovere la solidariet&agrave; umana, la pace e la giustizia, i diritti umani e il rispetto per la vita e il bene della creazione. Sarebbe un grave danno per il futuro dell&rsquo;umanit&agrave; &ndash;&nbsp;ha affermato Papa Benedetto&nbsp;-&nbsp;se i nuovi strumenti della comunicazione, che permettono di condividere sapere e informazioni in maniera pi&ugrave; rapida e efficace, non fossero resi accessibili a coloro che sono gi&agrave; economicamente e socialmente emarginati o se contribuissero solo a incrementare il divario che separa i poveri dalle nuove reti che si stanno sviluppando al servizio dell&rsquo;informazione e della socializzazione umana.&rdquo;&nbsp;<br />
Infine il Papa si &egrave; rivolto ai giovani cattolici e li ha esortati, con un efficace paragone, a portare nel mondo digitale, in questo sterminato continente, la testimonianza della fede:&nbsp;&nbsp;<br />
Ed ecco la consegna che il Papa ha fatto ai giovani dell&rsquo;era digitale:&nbsp;&ldquo;Sappiate farvi carico con entusiasmo dell&rsquo;annuncio del Vangelo ai vostri coetanei! Voi conoscete le loro paure e le loro speranze, i loro entusiasmi e le loro delusioni: il dono pi&ugrave; prezioso che ad essi potete fare &egrave; di condividere con loro la &quot;buona novella&quot; di un Dio che s&rsquo;&egrave; fatto uomo, ha patito, &egrave; morto ed &egrave; risorto per salvare l&rsquo;umanit&agrave;. Il cuore umano anela ad un mondo in cui regni l&rsquo;amore, dove i doni siano condivisi, dove si edifichi l&rsquo;unit&agrave;, dove la libert&agrave; trovi il proprio significato nella verit&agrave; e dove l&rsquo;identit&agrave; di ciascuno sia realizzata in una comunione rispettosa. A queste attese la fede pu&ograve; dare risposta: siatene gli araldi! Il Papa vi &egrave; accanto con la sua preghiera e con la sua benedizione.&rdquo;</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">&nbsp;<br />
Una nostra breve considerazione.&nbsp;<br />
Il magistero &egrave; dunque costante, limpido e non consente equivoci.&nbsp;<br />
La comunicazione, con l&rsquo;avvento delle nuove tecnologie, &egrave; entrata in ogni aspetto della vita, perci&ograve; non pu&ograve; pi&ugrave; essere considerata come un servizio marginale, secondario e il suo sviluppo non pu&ograve; essere lasciato al caso. Infatti i nuovi media ampliando le possibilit&agrave; comunicative e relazionali possono contribuire a un nuovo umanesimo o generare una drammatica alienazione dell&rsquo; uomo (Cfr. Comunicazione e missione ne il direttorio della Cei).&nbsp;<br />
E&rsquo; necessario che si formi e si diffonda una mentalit&agrave; della comunicazione sia tra i responsabili dell&rsquo;azione pastorale che tra i componenti della comunit&agrave; ecclesiale.&nbsp;<br />
Non &egrave; una semplice questione di attenzione alle opportunit&agrave; date dalla tecnologia, ma &egrave; questione di annunciare il Vangelo oggi, con il linguaggio di oggi e con i mezzi di oggi.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><wbr></wbr><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><wbr></wbr><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><wbr></wbr><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><wbr></wbr><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><wbr></wbr><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Antonio Colasanto</span></span></p>]]></content:encoded>
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		<title>Fede, Speranza, Carità: dono di Dio ai battezzati</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 01:27:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[La nota di Antonio Colasanto]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Climaco]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni della Scala]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Siniate]]></category>

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		<description><![CDATA[Udienza generale dell&#8217;&#160;11.2.2009 BENETTO XVI&#160;HA ILLUSTRATO L&#8217;OPERA DELL&#8217; EREMITA GIOVANNI CLIMACO &#160; &#160; di&#160;Antonio Colasanto &#160; &#160; Il Papa ieri ha ripreso le catechesi&#160;sui grandi scrittori della Chiesa di oriente e di occidente ed ha presentato la vita e l&#8217;opera di Giovanni Climaco monaco eremita cristiano nato in Siria e vissuto tra il V e VI secolo, dal 525 al 606, tra le montagne del Sinai, conosciuto anche con il nome di Giovanni della Scala o di Giovanni Siniate. Erano[.....]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><i>Udienza generale dell&rsquo;&nbsp;11.2.2009</i></span></span></p>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b><i>BENETTO XVI&nbsp;HA ILLUSTRATO L&rsquo;OPERA DELL&rsquo; EREMITA GIOVANNI CLIMACO</i></b></span></span></div>
<div style="text-align: justify">
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>&nbsp;</b></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>di&nbsp;Antonio Colasanto</b></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Il Papa ieri ha ripreso le catechesi&nbsp;sui grandi scrittori della Chiesa di oriente e di occidente ed ha presentato la vita e l&rsquo;opera di Giovanni Climaco monaco eremita cristiano nato in Siria e vissuto tra il V e VI secolo, dal 525 al 606, tra le montagne del Sinai, conosciuto anche con il nome di Giovanni della Scala o di Giovanni Siniate. Erano quelli gli anni del crollo di Bisanzio, capitale dell&rsquo;impero romano d&rsquo;oriente, e delle invasioni barbariche sotto il cui avvento torrentizio crollarono tutte le strutture dell&rsquo;impero e ressero solo quelle della Chiesa che, in tempi difficili, continu&ograve; la sua missione attraverso la rete dei monasteri in cui operavano grandi personalit&agrave; religiose e, tra queste, anche quella di Giovanni Calimaco.</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Entrato nel monastero del Sinai all&rsquo;et&agrave; di 16 anni divenne novizio sotto la guida del monaco Martyrius e visse in quei luoghi di grandissima spiritualit&agrave; ove Mos&egrave;&nbsp;incontr&ograve; Dio ed Elia ne ud&igrave; la voce. Alla morte del maestro, desideroso di praticare a s&eacute; stesso grandi mortificazioni fisiche, si trasfer&igrave; in una grotta&nbsp;ove&nbsp;cominci&ograve; a vivere da eremita. Vi rimase per circa 20 anni studiando e meditando tra le montagne del Sinai e del Tabor la dottrina cristiana e le vite dei santi e ponendo, cos&igrave;, le premesse per diventare uno dei pi&ugrave; conosciuti dottori della Chiesa. Intorno ai 75 anni i monaci lo convinsero a diventare loro Abate, ma dopo 4 anni&nbsp;si dimise per tornare all&rsquo; eremo e prepararsi alla morte. Grande fu la sua reputazione fino a Roma, presso il Papa Gregorio Magno che pare lo avesse in grande considerazione.</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Scrisse un gran numero di libri tra i quali il pi&ugrave; noto &egrave; Klimax , anche conosciuto come &ldquo;Klimax tou Paradeisou&rdquo;. La scala o La scala per il Paradiso &egrave; uno stupendo libro in cui &egrave; descritto il metodo per&nbsp;elevare la propria anima a Dio, utilizzando appunto la metafora della scala. Il monaco Giovanni enuclea le principali virt&ugrave; e i principali difetti della vita monastica, e indica nell&rsquo;assenza delle passioni (apatheia) e nella pratica della preghiera del cuore (hesiychia) l&rsquo;essenza della mistica cristiana. Un trattato, dunque, che presenta il cammino del monaco dalla rinuncia al mondo fino alla perfezione dell&rsquo;amore salendo 30 gradini, ognuno collegato al successivo, al vertice dei quali vi sono le tre virt&ugrave; teologali: fede, speranza, carit&agrave;</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><i>&ldquo;Il cammino -</i> ha detto Benedetto XVI - <i>&nbsp;pu&ograve; essere sintetizzato in tre fasi successive:&nbsp;la prima si esprime nella rottura col mondo al fine di ritornare allo stato dell&rsquo;infanzia evangelica&hellip; Il distacco volontario dalle persone e dai luoghi cari permette all&rsquo;anima di entrare in comunione pi&ugrave; profonda con Dio&hellip;</i></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><i>La seconda fase del cammino &egrave; costituita dal combattimento spirituale contro le passioni. Ogni gradino della scala &egrave; collegato con una passione principale, che viene definita e diagnosticata, con l&rsquo;indicazione della terapia e con la proposta della virt&ugrave; corrispondente. L&rsquo;insieme di questi gradini costituisce senza dubbio il pi&ugrave; importante trattato di strategia spirituale che possediamo&hellip; secondo Giovanni Climaco &egrave; importante prendere coscienza che le passioni non sono cattive in s&eacute;; lo diventano per l&rsquo;uso cattivo che ne fa la libert&agrave; dell&rsquo;uomo&hellip;</i></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><i>L&rsquo;ultima fase del cammino &egrave; la perfezione cristiana, che si sviluppa negli ultimi sette gradini della Scala. Questi sono gli stadi pi&ugrave; alti della vita spirituale, sperimentabili dagli &quot;esicasti&quot;, i solitari, quelli che sono arrivati alla quiete e alla pace interiore; ma sono stadi accessibili anche ai cenobiti pi&ugrave; ferventi&rdquo;&hellip; </i></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">L&rsquo;ultimo gradino della scala &ldquo;<i>&egrave; dedicato alla suprema &quot;trinit&agrave; delle virt&ugrave;&quot;: la fede, la speranza e soprattutto la carit&agrave;. Della carit&agrave;, Giovanni parla anche come &eacute;ros (amore umano), figura dell&rsquo;unione matrimoniale dell&rsquo;anima con Dio. Ed egli sceglie ancora l&rsquo;immagine del fuoco per esprimere l&rsquo;ardore, la luce, la purificazione dell&rsquo;amore per Dio&rdquo;.</i>&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">A questo punto, insieme a Benedetto XVI ci domandiamo: l&rsquo;opera di questo monaco vissuto 1.500 anni or sonodi quale utilit&agrave; pu&ograve; essere per noi, oggi ?<i>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &ldquo;&nbsp;</i></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">&ldquo;<i>In un primo momento sembrerebbe che la risposta debba essere &quot;no&quot;- </i>ha affermato il Papa iniziando una lunga e profonda riflessione<i> - perch&eacute; Giovanni Climaco &egrave; troppo lontano da noi. Ma se osserviamo un po&rsquo; pi&ugrave; da vicino, vediamo che quella vita monastica &egrave; solo un grande simbolo della vita battesimale, della vita da cristiano. Si tratta di un simbolo profetico che rivela che cosa sia la vita del battezzato, in comunione con Cristo, con la sua morte e risurrezione. E&rsquo; per me particolarmente importante il fatto che il vertice della &quot;scala&quot;, gli ultimi gradini siano nello stesso tempo le virt&ugrave; fondamentali, iniziali, pi&ugrave; semplici: la fede, la speranza e la carit&agrave;. Non sono virt&ugrave; accessibili solo a eroi morali &ndash; </i>ha sottolineato con discorso chiaro e convincente Papa Benedetto<i> - ma sono dono di Dio a tutti i battezzati: in esse cresce anche la nostra vita.... Fondamentale &egrave; la fede, perch&eacute; tale virt&ugrave; implica che io rinunci alla mia arroganza, al mio pensiero; alla pretesa di giudicare da solo, senza affidarmi ad altri. E&rsquo; necessario questo cammino verso l&rsquo;umilt&agrave;, verso l&rsquo;infanzia spirituale: occorre superare l&rsquo;atteggiamento di arroganza&hellip; La speranza nella quale trascendiamo le cose di ogni giorno, non aspettiamo il successo nei nostri giorni terreni, ma aspettiamo alla fine la rivelazione di Dio stesso. Solo in questa estensione della nostra anima, in questa autotrascendenza, la vita nostra diventa grande e possiamo sopportare le fatiche e le delusioni di ogni giorno, possiamo essere buoni con gli altri senza aspettarci ricompensa&hellip; Nella carit&agrave; si nasconde il mistero della preghiera, della conoscenza personale di Ges&ugrave;: una preghiera semplice, che tende soltanto a toccare il cuore del divino Maestro&hellip;</i><em>&quot;</em><i>.</i></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><i>Usiamo dunque &ndash; </i>ha concluso Benedetto XVI<i> - di questa &quot;scalata&quot; della fede, della speranza e della carit&agrave;; arriveremo cos&igrave; alla vera vita.&rdquo;</i></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></div>
<div style="text-align: right"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><b>Antonio Colasanto</b></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>]]></content:encoded>
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