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	<title>Cittadelmonte Pressonline&#187; Articoli con tags mare  &#8211; Cittadelmonte Pressonline</title>
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	<description>Periodico telematico di cultura vesuviana</description>
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		<title>E&#8217; partito il Metrò del Mare</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 19:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nunzio De Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[aliscafi]]></category>
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		<description><![CDATA[A pochi giorni dall&#8217;avvio ufficiale dell&#8217;estate &#232; gi&#224; partito il Metr&#242; del Mare. Si tratta, come dice il nome stesso, di&#160; una sorta di metropolitana del mare che, utilizzando soprattutto aliscafi , collega i maggiori porti delle coste campane. L&#8217;iniziativa &#232; partita nel 2000, solo per il periodo estivo, quando venne istituita la prima linea che collegava Bacoli con Sorrento, passando per importanti centri del Golfo di Napoli quali Napoli, Torre del Greco e Castellamare di Stabia. Vista la fortunata[.....]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://static.cittadelmonte.info/img/MetroMare1.jpg"><img width="180" height="135" align="left" alt="MetroMare1 E partito il Metrò del Mare" src="http://static.cittadelmonte.info/img/MetroMare1.jpg" title="E partito il Metrò del Mare" /></a><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">A pochi giorni dall&rsquo;avvio ufficiale dell&rsquo;estate &egrave; gi&agrave; partito il Metr&ograve; del Mare. Si tratta, come dice il nome stesso, di&nbsp; una sorta di metropolitana del mare che, utilizzando soprattutto aliscafi , collega i maggiori porti delle coste campane. L&rsquo;iniziativa &egrave; partita nel 2000, solo per il periodo estivo, quando venne istituita la prima linea che collegava Bacoli con Sorrento, passando per importanti centri del Golfo di Napoli quali Napoli, Torre del Greco e Castellamare di Stabia. Vista la fortunata esperienza e l&rsquo;enorme successo che riscosse, l&rsquo;anno seguente, oltre alla linea MM1, ne vennero istituite anche altre. Oggi si contano ben sei linee, tra cui la 4, la 5 e la 6 hanno due tratte ciascuna. E&rsquo; possibile raggiungere non soltanto le localit&agrave; del Golfo di Napoli, ma anche quelle del Golfo di Salerno e soprattutto le ambitissime mete del Cilento. Per quanto riguarda l&rsquo;acquisto dei titoli di viaggio &egrave; possibile rivolgersi presso le biglietterie dei porti oppure direttamente a bordo dei mezzi Metr&ograve; del Mare. Le tariffe risultano assolutamente competitive anche se messe in relazione al treno, mezzo di trasporto preferito dai pendolari, mentre non possono esserci dubbi per chi di solito viaggia in auto, visto il caro benzina e i tempi di percorrenza delle tratte in questione, oltre ovviamente al piacere procurato da un comodo viaggio in aliscafo rispetto allo stress della guida. Anche gli orari di arrivo e partenza permettono di godersi un&rsquo;intera giornata di sole e mare in assoluto relax. Per maggiori informazioni &egrave; possibile consultare il sito ufficiale </span></span><a href="http://www.metrodelmare.com/"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">www.metrodelmare.com</span></span></a><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp; o rivolgersi al call center <span style="font-size: small;"><small><big>199600700</big></small></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		<title>Un pensiero sull&#8217;incantevole Portici di un tempo</title>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2008 14:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariangela Cuorvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri parole emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[La Portici del settecento era meta turistica per il suo micro-clima mite e per la bellezza dei suoi paesaggi. Fu anche per tale ragione che il 23 agosto 1738 Carlo di Borbone decise di trasferirvisi e vi fece costruire il &#8220;Palazzo Reale&#8221;, adornato da due incantevoli parchi, dove, si racconta,&#160;il sovrano cacciava quaglie. Carlo, infatti, era un cacciatore esperto.&#160;E Portici, ricca di selvaggina, ben si prestava al suo hobby preferito. Il fascino di questa cittadina tranquilla ispirava anche gli artisti[.....]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a target="_blank" href="http://static.cittadelmonte.info/img/reggiaportici_olio(5).jpg"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial"><img height="152" alt="reggiaportici olio(5) Un pensiero sullincantevole Portici di un tempo" width="219" align="left" src="http://static.cittadelmonte.info/img/reggiaportici_olio(5).jpg" title="Un pensiero sullincantevole Portici di un tempo" /></span></span></a></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">La Portici del settecento era meta turistica per il suo micro-clima mite e per la bellezza dei suoi paesaggi. Fu anche per tale ragione che il 23 agosto 1738 Carlo di Borbone decise di trasferirvisi e vi fece costruire il &ldquo;Palazzo Reale&rdquo;, adornato da due incantevoli parchi, dove, si racconta,&nbsp;il sovrano cacciava quaglie. Carlo, infatti, era un cacciatore esperto.&nbsp;E Portici, ricca di selvaggina, ben si prestava al suo hobby preferito. Il fascino di questa cittadina tranquilla ispirava anche gli artisti dell&rsquo;epoca, tra cui il commediografo Emanuele Bidera che scrive: &lt;&lt;nessun sito &egrave; paragonabile a Portici. Un venticello profumato dalle frutta autunnali e rinfrescato dal mare vi ravviva le giovani belt&agrave; di Napoli, o che in care compagnie camminino per le vie solitarie, ombrose, o che sedute mollemente si inebriino, per gli aperti balconi, della vista d&rsquo;un eden; ch&egrave; un eden sembra, in quelle mattinate, Napoli co&rsquo; suoi contorni&gt;&gt;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		<title>Maestri d&#8217;ascia, tra terra e mare</title>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2008 08:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Coppola</dc:creator>
				<category><![CDATA[I mestieri della tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[barche]]></category>
		<category><![CDATA[cantieri navali]]></category>
		<category><![CDATA[maestro d'ascia]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
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		<description><![CDATA[Via del Porto, Torre del Greco. Picchia il sole lungo la stradina che conduce al molo. La voce di un gabbiano saluta il treno dell&#8217;ora di punta. Grandi capannoni in lamiere nascondono i segreti di un mestiere che affonda le radici in decenni di duro lavoro. Il rumore di una macchina, il vociare dei lavoratori, l&#8217;odore della segatura che si mescola con la brezza marina e le barche immobili, quasi innaturali rimembrandole tra le onde, come fossero auto parcheggiate nelle[.....]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://static.cittadelmonte.info/img/2008/05/dscf1740.jpg"><strong><span style="font-family: Arial;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-family: Arial;"><img width="150" height="113" align="left" src="http://static.cittadelmonte.info/img/2008/05/dscf1740.jpg" alt="dscf1740 Maestri dascia, tra terra e mare"  title="Maestri dascia, tra terra e mare" /></span></span></span></strong></a><a target="_blank" href="http://static.cittadelmonte.info/img/2008/05/dscf1741.JPG"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;"><img width="150" height="113" align="right" src="http://static.cittadelmonte.info/img/2008/05/dscf1741.JPG" alt=" Maestri dascia, tra terra e mare"  title="Maestri dascia, tra terra e mare" /></span></span></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">Via del Porto, Torre del Greco. Picchia il sole lungo la stradina che conduce al molo. La voce di un gabbiano saluta il</span></span><a target="_blank" href="http://static.cittadelmonte.info/img/2008/05/dscf1741.JPG"></a><a target="_blank" href="http://static.cittadelmonte.info/img/2008/05/dscf1741.JPG"></a><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;"> treno</span></span><a target="_blank" href="http://static.cittadelmonte.info/img/2008/05/dscf1741.JPG"></a><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;"> dell&rsquo;ora di punta. Grandi capannoni in lamiere nascondono i segreti di un mestiere che affonda le radici in decenni di duro lavoro. Il rumore di una macchina, il vociare dei lavoratori, l&rsquo;odore della segatura che si mescola con la brezza marina e le barche immobili, quasi innaturali rimembrandole tra le onde, come fossero auto parcheggiate nelle officine meccaniche. Il cantiere navale Di Donato si trova al centro di ben&nbsp;sei cantieri dalla storia secolare. Natale Guida, maestro d&rsquo;ascia, lavora dal 1972 con le barche. Terminate le scuole medie si affianca ad uno zio, titolare di un altro cantiere. Inizia la gavetta come tanti, fa &ldquo; 'o guaglione &rdquo; portando l&rsquo;acqua ai vecchi, preparando i chiodi, assistendoli in ogni mansione utile al lavoro. Una scuola di vita quotidiana in questo lembo di terra che&nbsp;affaccia sul mare. Occhi attenti che hanno appreso giorno dopo giorno, con passione e astuzia, rubando l&rsquo;arte degli anziani, orgogliosi depositari della tradizione torrese pi&ugrave; conosciuta assieme alla lavorazione del corallo. Del resto, lo ammette lui stesso:&nbsp;&lt;&lt; se non sei ladro di mestiere, non vai avanti&gt;&gt;. L&rsquo;officina sembra un dipinto antico, con gli uomini seduti assieme dopo il pranzo, prima di ricominciare ad offrire la loro professionalit&agrave; al servizio di un lavoro antico e moderno. Di lato sta un barca, il cui nome ne svela la provenienza. Novella delle Eolie&nbsp;&lt;&lt;&egrave; un caicco, un&rsquo;imbarcazione di produzione turca&hellip;il proprietario per&ograve; &egrave; siciliano&gt;&gt; dice Antonio Sannino, carpentiere, indicando un imponente veliero dai colori vivaci. Accanto a lui, trova spazio un&rsquo;antica sega a nastro con su scritto &ldquo;Premiata Fabbrica Vittorio Alberti. Milano </span></span><span style="font-family: Arial;"><st1 productid="1935&rdquo;" w:st="on"></st1><span style="font-size: small;">1935&rdquo;. </span><o></o></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">Il cantiere si occupa principalmente di rimessaggio e ristrutturazione, pitturazione e rifacimento. Accoglie barche da diporto e da pesca:&lt;&lt;tonnare, pescherecci e cianciole per la pesca del pesce azzurro&gt;&gt;.<span style="color: red;"> </span>Il signor Guida &egrave; maestro d&rsquo;ascia, titolo che si consegue sostenendo un esame presso la capitaneria di porto. Preleva un&rsquo;ascia dal retro tra gli attrezzi antichi adagiati alla rinfusa, mostrandone il suo utilizzo su un avanzo di legno: &lt;&lt;serviva a levigarlo, a rifinirlo minuziosamente, un lavoro duro che richiedeva tempo e pazienza&gt;&gt;. Le macchine moderne hanno ormai sostituito quasi del tutto questo arnese, come la piattella elettrica. Quasi del tutto perch&eacute; &egrave; ancora utilizzata nelle incavature della poppa. </span></span><span style="font-family: Arial;"><o></o></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">Giunge al cantiere Pasquale Di Donato, 45 anni, titolare dello stabilimento&nbsp;e figlio d&rsquo;arte, si direbbe, avendo ereditato dal padre quello che definisce un &lt;&lt;mestiere di manualit&agrave;&gt;&gt;. E&rsquo; perplesso su quest&rsquo;attivit&agrave;, soprattutto sul futuro: &lt;&lt;manca la manodopera specializzata, non esistono corsi di avviamento professionale, si sta perdendo la tradizione e la volont&agrave;&gt;&gt; afferma scuotendo il capo. Tutto d&rsquo;un tratto suona tremenda la sirena della seconda guerra mondiale, la stessa utilizzata durante i bombardamenti, montata sul cantiere per richiamare al lavoro&nbsp;il carpentiere, il verniciatore, il falegname e il fabbro. Il suono immediato fa scattare di colpo il sottoscritto durante la conversazione che sa di mare e di storia, di un passato nobile e di un presente incerto. A dare slancio e vigore interviene la memoria fatta di una dedizione e di&nbsp;un sacrificio che hanno portato lontano il cantiere. Pasquale non tradisce un certo orgoglio familiare tramandato da pi&ugrave; di 4 generazioni. In ufficio, appese alle pareti, le foto in bianco e nero delle barche realizzate dal padre negli anni &rsquo;50 per il colossal Cleopatra e un certificato risalente al 14 luglio del &rsquo;62 della Twenty Century Fox che attesta la professionalit&agrave; del padre. Altre foto a colori ritraggono barche dei decenni scorsi. Una su tutte: &lt;&lt;una pazzia&gt;&gt;, &egrave; una barca a vela da competizione del 2000. Non mancano punti d&rsquo;orgoglio nel presente recente. La ricostruzione della barca di Caligola nel lago di Nemi e&nbsp;la ristrutturazione della barca a vela di 115 anni appartenente ad un noto albergo sorrentino. I problemi tuttavia non mancano. Il rispetto delle direttive europee non consente il rilascio di nuove licenze di pesca, tagliando di netto la costruzione di nuove barche ad opera di una maestranza torrese specializzata, che non condivide nulla con i profili professionali di terra. Il passato glorioso &egrave; imparagonabile col presente, sul quale gravano le difficolt&agrave;&nbsp;nel convertire l&rsquo;attivit&agrave; a seconda della nuova domanda: barche in metallo e in vetro resina. Le infrastrutture rappresentano un nodo cruciale. Pasquale sorride: &lt;&lt;tiriamo le barche come 100 anni fa&gt;&gt;. Osservo dalla finestra i pezzi di legno lunghi </span></span><span style="font-family: Arial;"><st1 productid="22 metri" w:st="on"></st1><span style="font-size: small;">22 metri, sui quali vengono tirate le barche grazie ad un argano. Sei persone necessarie e una giornata e mezzo. Con un travel lift, un moderno carrello elevatore si abbasserebbero i costi e l&rsquo;enorme dispendio di fatica. Per questa ragione i 6 cantieri hanno presentato alla Regione il progetto di una banchina di 30 metri. Molteplici i vantaggi: sicurezza, occupazione,automazione. Tuttavia un articolo di&nbsp;non so quale&nbsp;legge afferma l&rsquo;impossibilit&agrave; di modificare la linea di costa ed il progetto resta sulla carta. Eppure &egrave; stato approntato anche un progetto di riqualificazione dei vecchi cantieri ma la licenza demaniale, rinnovabile ogni 4 anni, non consente di fare piani a lungo termine e di accedere a contributi economici. A ci&ograve; si aggiunge la mancanza delle fogne nel porto, sostituite dai pozzi, che sottolinea l&rsquo;assenza delle infrastrutture minime per lavorare al passo con i tempi e con una concorrenza spietata. Prima di andare via, il mio ultimo sguardo &egrave;&nbsp;per una corallifera a vela: secondo la struttura tracciata su di un grande foglio ingiallito risalente al 1898, &egrave;&nbsp;lunga </span><st1 productid="18 metri" w:st="on"></st1></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">18 metri e mezzo. Pasquale ha due figli e non ha dubbi quando parla del loro futuro: &lt;&lt;no, loro faranno tutt'altro&gt;&gt;. Ci congediamo mentre la Novella si lascia curare sotto il sole di Torre del Greco, maestosa e silente, prima di tornare a solcare le onde del mare.</span></span><a target="_blank" href="http://static.cittadelmonte.info/img/2008/05/dscf1741.JPG"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;"><br />
</span></span></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>kobret</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 15:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciro Incoronato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Urban... storie di periferia]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Il kobra non &#232; un serpente/ ma un pensiero frequente/ che diventa indecente/ quando vedo te/ quando vedo te/ quando vedo te/... Cos&#236; cantava Donatella Rettore qualche anno fa. Cantava di un kobra che striscia&#160; e si insinua, che lascia una traccia ammaliante, seducente come il canto delle sirene per marinai perduti.&#160;Il kobra percorre notte e giorno le strade del nostro hinterland sotto forma di eroina di scarto.&#160;Una pallina gialla che viene messa su un pezzetto di carta argentata[.....]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial">Il kobra non &egrave; un serpente/ ma un pensiero frequente/ che diventa indecente/ quando vedo te/ quando vedo te/ quando vedo te/... Cos&igrave; cantava Donatella Rettore qualche anno fa. Cantava di un kobra che striscia&nbsp; e si insinua, che lascia una traccia ammaliante, seducente come il canto delle sirene per marinai perduti.&nbsp;Il kobra percorre notte e giorno le strade del nostro hinterland sotto forma di eroina di scarto.&nbsp;Una pallina gialla che viene messa su un pezzetto di carta argentata e poi bruciata con l&rsquo;accendino. Il filo di fumo sinuoso sale e con una semplice cannuccia lo si pu&ograve; aspirare. &Egrave; la droga dei giovani. Ma anche dei vecchi tossici. Una droga orientale, da sobborghi di Hong-Kong. Da favelas brasiliane con i panni stesi ad asciugare come bandiere carioca. &nbsp;Da vicoli stretti che emanano odori penetranti. Da facce spente e scavate, da occhi sudati senza pi&ugrave; espressione. Da crisi di astinenza violente. Da corpi malridotti, scheletrici, che si aggirano come spettri tra la gente comune. Da vene piene di buchi profondi, di malinconie da affogare in un oceano di nulla. Sembra che nessuno ci faccia caso. Tutto scorre nel mare della provincia addormentata. In un ritmo senza fine. Con una musica da disco anni&rsquo;80 in sottofondo. O da serata revival passata nella El Paso della&nbsp;nostra mente&nbsp;tra rum e pera e caipirinha. Peroni ghiacciate a fiumi&nbsp;che ti rinfrescano la gola bruciata dal caldo azzeccoso. Tropicale.&nbsp;Marlboro light e &nbsp;pantalacci estivi. Corpi che si sfiorano sulla pista gremita:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center"><span style="font-family: Arial"><font size="3"><br />
</font><strong><em><font size="3">il kobra si snoda<br />
si gira e m'inchioda<br />
mi chiude la bocca<br />
ma stringe, mi tocca&hellip;<br />
il Kobra &egrave; col sale se lo mangi fa male, perch&egrave; non si usa cos&igrave; il cobra &egrave; un blasone, di pietra e di ottone,<br />
&egrave; un nobile servo che vive in prigione...<o></o></font></em></strong></span></p>]]></content:encoded>
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		<title>La nostra sicurezza è in Mare Aperto</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 15:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Nardiello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Direttore]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; La sicurezza delle nostre coste dipende prima di tutto dalla sicurezza del nostro mare. La sorveglianza marittima, il controllo delle vie di comunicazione, la difesa aerea di forze navali e le operazioni di proiezione dal mare e sul mare sono i principali compiti che le forze armate operanti in mediterraneo devono saper svolgere per garantire tale sicurezza. A questo scopo, &#232; iniziata nel Tirreno l&#8217;esercitazione aeronavale Mare Aperto, un&#8217;attivit&#224; addestrativa condotta dalla Marina Militare, alla quale partecipano anche[.....]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><span style="display: none;" id="1215869685572S">&nbsp;</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 125%; text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><br type="_moz" />
</span></span><span><font size="3"><o></o></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 125%; text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">La sicurezza delle nostre coste dipende prima di tutto dalla sicurezza del nostro mare. La sorveglianza marittima, il controllo delle vie di comunicazione, la difesa aerea di forze navali e le operazioni di proiezione dal mare e sul mare sono i principali compiti che le forze armate operanti in mediterraneo devono saper svolgere per garantire tale sicurezza. A questo scopo, &egrave; iniziata nel Tirreno l&rsquo;esercitazione aeronavale Mare Aperto, un&rsquo;attivit&agrave; addestrativa condotta dalla Marina Militare, alla quale partecipano anche assetti dell&rsquo;Esercito italiano e dell&rsquo;Aeronautica militare, nonch&eacute; forze navali di Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna e Turchia, per un totale di circa 6300 militari. L&rsquo;esercitazione, che proseguir&agrave; fino al 23 maggio, &egrave; stata pianificata per verificare le procedure operative e tattiche nei principali scenari marittimi. Pianificata e controllata dall&rsquo;Ammiraglio di Squadra Giuseppe Lertora, Comandante in Capo della Squadra navale, &egrave; diretta in mare dall&rsquo;Ammiraglio di Divisione Rinaldo Veri nella veste di Comandante della Joint Task Force (CJTF) e di Comandante della Task Force Anfibia (CATF). La Marina Militare &egrave; presente con una componente navale costituita dalla portaerei Garibaldi, dalle fregate Maestrale, Grecale, Aliseo, Zeffiro ed Artigliere, dalle navi anfibie San Giorgio e San Marco, dalla rifornitrice Stromboli, dalla corvetta Danaide, dai cacciamine Numana e Sapri e dai sommergibili Gazzana e Prini. La componente aerea imbarcata &egrave; composta da 6 velivoli AV-8B plus, 5 elicotteri medi (4 EH-101 ed 1 SH-3D) e 5 elicotteri leggeri (AB-212). La componente anfibia si basa su elementi di manovra della forza di proiezione dal mare, per un totale di oltre 580 militari del Reggimento San Marco della Marina Militare e del Reggimento Serenissima dell&rsquo;Esercito Italiano. Vi prende parte anche un distaccamento di forze speciali del raggruppamento subacquei ed incursori della Marina Militare. L&rsquo;Esercito Italiano, oltre agli elementi del Reggimento Serenissima, contribuisce con una compagnia schierata sul territorio sardo.</span></span><span><font size="3"><o></o></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 125%; text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">L&rsquo;Aeronautica Militare fornisce il proprio contributo con velivoli del tipo PA-200 Tornado, F-16, EFA 2000 ed AMX. Nutrita la presenza di unit&agrave; navali straniere: la fregata turca Gemlik, le navi tedesche Braunschweig, Kohln e Donau, le unit&agrave; canadesi Iroquois, Calgary e Protecteur, le navi francesi Jean d&rsquo;Arc, Gorge Leygues e CDT Bouan. Sono previste, inoltre, interazioni con la forza marittima permanente della NATO costituita da unit&agrave; navali appartenenti alla Germania, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Stati Uniti e Turchia. </span></span><span><font size="3"><o></o></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 125%; text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><strong>Curiosit&agrave;</strong></span></span><strong><span><font size="3"><o></o></font></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 125%; text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Circa tre anni fa, il nostro direttore Michele Giustiniano, all&rsquo;epoca Ufficiale addetto stampa della Marina Militare, prendeva parte all&rsquo;esercitazione Mare Aperto 2005 in qualit&agrave; di Public Information Officer della NATO, insieme al suo caro amico Comandante Marco Maccaroni. &lt;&lt;Nonostante sia passato oramai qualche anno da quando ho tolto la divisa blu &ndash; ha dichiarato il direttore di Citt&agrave;delMonte, alias Sottotenente di Vascello Michele Giustiniano &ndash; sento ancora vivo e forte in me quello spirito che contraddistingue gli Ufficiali di Marina: uno spirito che ci obbliga a dare sempre il meglio di noi stessi in ogni situazione, a venire a capo di ogni difficolt&agrave;, ad andare avanti nella vita anche quando tutt&rsquo;intorno il mare &egrave; agitato e imperversa la bufera. Questo accade sulle navi e in ogni contesto nel quale operiamo&gt;&gt;. Nel corso degli anni di vita militare, il giornalista Michele Giustiniano ha lavorato a lungo presso la Sala Stampa dello Stato Maggiore Marina ed ha ricoperto diversi incarichi nell&rsquo;ambito della Pubblica Informazione delle esercitazioni internazionali della NATO, tra cui quello di Vice Direttore del Centro di Pubblica Informazione Loyal Midas 05 (APIC).      </span></span><span><font size="3"><o></o></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 125%; text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">&nbsp; </span></span><span><o></o></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="display: none;" id="1215869686112E">&nbsp;</span></p>]]></content:encoded>
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