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	<title>Cittadelmonte Pressonline&#187; Articoli con tags Martin Heidegger  &#8211; Cittadelmonte Pressonline</title>
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	<description>Periodico telematico di cultura vesuviana</description>
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		<title>Che cos&#8217;è la filosofia</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 17:53:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciro Incoronato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<description><![CDATA[Che cos'è la filosofia di Martin Heidegger, Il Melangolo, Genova, 6 euro. Nelle prime battute del suo intervento, tenuto nell'agosto del 1955 a Cerysi-la-Salle come introduzione a un colloquio sull'essenza della filosofia, Heidegger tiene a sottolineare che, se le scienze possono dare la propria particolare impronta alla storia dell'uomo sul nostro pianeta, ciò si ha perchè esse «traggono origine dal più intimo processo storico, da quello filosofico»[1].Senza la filosofia non avremmo mai avuto, quindi, le scienze, il dominio scientifico sull'intera[.....]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>Che cos'è la filosofia
di Martin Heidegger, Il Melangolo, Genova, 6 euro. </strong>

Nelle prime battute del suo intervento, tenuto nell'agosto del 1955 a Cerysi-la-Salle come introduzione a un colloquio sull'essenza della filosofia, Heidegger tiene a sottolineare che, se le scienze possono dare la propria particolare impronta alla storia dell'uomo sul nostro pianeta, ciò si ha perchè esse «traggono origine dal più intimo processo storico, da quello filosofico»<a href="#cite_note-1">[1]</a>.Senza la filosofia non avremmo mai avuto, quindi, le scienze, il dominio scientifico sull'intera realtà. Interrogarsi sull'essenza della filosofia, sulla parola greca <em>Philosophìa,</em> equivale a interrogarsi sull'origine di ciò che è alla base della cosiddetta “era atomica”. Si tratta, insomma, di una domanda storica, «in cui è in gioco il nostro destino. Ancor più: non è una domanda, è la domanda storica del nostro esserci europeo occidentale»<a href="#cite_note-2">[2]</a>.

Heidegger si concentra sul termine Philosophìa, al fine di portarne alla luce <em>l'autentico</em> significato. Afferma che essa, originariamente, è un aggettivo, deriva, cioè, da Philòsophos, l'amante del Sophòn, che, per Heidegger, è l'En Panta eracliteo, l'unico, ciò che tutto unisce. L'Uno-Tutto è ciò che raccoglie, nel senso che unifica, i contrari. Così Heidegger si esprime al riguardo: «l'Uno-Tutto lascia-stare-insieme-dinanzi ciò che è staccato come il giorno e la notte, l'inverno e l'estate, la pace e la guerra, la veglia e il sonno, Dioniso e Ades. Ciò che è così trasportato, diapheròmenon, attraverso l'estrema distanza che separa presente e assente, è quello che il posare raccogliente lascia stare dinanzi nella sua diaferenza»<sup>60</sup>. In altri termini: il logos, heideggerianamente inteso come raccogliere, non è un mettere al loro posto, un ordinare gli opposti in un processo di autocomprensione del sapere che si sa sapere assoluto; e nemmeno un mettere l'uno accanto all'altro dei contrari alla ricerca del compromesso che, di volta in volta, risulta più opportuno. Gli opposti non sono unificati in un processo dialettico e nemmeno lasciati fluttuare e detrminati occasionalmente. Il Logos, pertanto, non è un raccogliere nell'unità, ma un raccogliere che preserva quello che Eugen Fink definisce “una forma originaria di differenza”: la diaferenza. Una forma originaria, perchè Eraclito viene prima della metafisica, della tematizzazione della differenza ontologica di essere ed ente.
	<li id="cite_note-1"><strong><a href="#cite_ref-1">[1]</a> </strong>M.HEIDEGGER, <em>Che cos’è la filosofia?, </em>tr.it. C. Angelino, Genova, 2005, p.15.</li>
	<li id="cite_note-1"><strong><a href="#cite_ref-2">[2]</a> </strong> Ibid., <em>p.19.</em></li>]]></content:encoded>
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		<title>Una considerazione inattuale</title>
		<link>http://cittadelmonte.info/2008/11/01/una-considerazione-inattuale/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 21:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciro Incoronato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Vesuvio nel pallone]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[guerriglia urbana]]></category>
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		<description><![CDATA[Risale a circa due mesi fa la violenta campagna massmediatica &#160;contro il tifo partenopeo, reo &#160;&#160;di aver devastato un treno per un totale di mezzo milione di euro, &#160;tenuto in ostaggio trecento persone in viaggio sull&#8217;Intercity Plus 520 Modigliani con strategia&#160; terroristica,&#160; picchiato quattro dipendenti di Trenitalia ( i controllori del suddetto Intercity), creato disordini con le forze dell&#8217;ordine e non solo. &#160;&#160;Ma oggi, a ben guardare, quei fatti sembrano terribilmente gonfiati. Un&#8217;inchiesta di RaiNews24 &#160;ha, difatti, mostrato- con testimonianze[.....]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; "><span style="font-family: Arial; ">Risale a circa due mesi fa la violenta campagna massmediatica &nbsp;contro il tifo partenopeo, reo &nbsp;&nbsp;di aver devastato un treno per un totale di mezzo milione di euro, &nbsp;tenuto in ostaggio trecento persone in viaggio sull&rsquo;Intercity Plus 520 Modigliani con strategia&nbsp; terroristica,&nbsp; picchiato quattro dipendenti di Trenitalia ( i controllori del suddetto Intercity), creato disordini con le forze dell&rsquo;ordine e non solo. &nbsp;&nbsp;Ma oggi, a ben guardare, quei fatti sembrano terribilmente gonfiati. Un&rsquo;inchiesta di RaiNews24 &nbsp;ha, difatti, mostrato- con testimonianze di pi&ugrave; persone e analizzando acutamente le immagini mandate in onda sui vari telegiornali nazionali e i numerosi reportage giornalistici- che quella maledetta domenica le cose andarono diversamente; e che non ci furono affatto scene di guerriglia urbana n&egrave; tantomeno contusi e feriti, ma solo le classiche &ldquo;anomalie&rdquo; che caratterizzano le domeniche calcistiche. Perch&egrave; allora accanirsi tanto contro dei tifosi, contro un&rsquo;intera citt&agrave;? Le risposte sono tante, troppe forse. Giornali, televisione e internet rappresentano in Italia, come in &nbsp;altri paesi pi&ugrave; o meno sviluppati, i mezzi principali utilizzati dai cittadini per avere informazioni sugli eventi mondani. Per sapere gli orari della sagra di un paese sperduto tra le montagne e abitato da cinque persone sindaco compreso. Ma anche&nbsp; e soprattutto per non perdere il contatto con i fatti quotidiani. &nbsp;Con le vicende della politica, con la cronaca nera, con lo sport. Il numero dei giornali, telegiornali e blogs che offrono questi servizi &egrave; incredibile, sicch&egrave; risulta del tutto&nbsp; impossibile essere precisi al riguardo.&nbsp; Nel momento in cui si verifica un qualcosa, si mette in moto un esercito di persone che nella maggior parte dei casi si basa sul sentito dire, su notizie raccolte in maniera disordinata &nbsp;e pompate al punto giusto per creare un caso, una novit&agrave; assoluta o quasi. Martin Heidegger, trattando In Essere e Tempo gli elementi fondamentali della &ldquo;mediet&agrave;&rdquo;, cio&egrave; del modo di darsi dell&rsquo;uomo innanzitutto e per lo pi&ugrave;, prende in esame&nbsp; il fenomeno rilevante della chiacchiera affermando che &ldquo; il sentire e il comprendere si sono attaccati anticipatamente a ci&ograve; che il discorso dice. La comunicazione non partecipa il rapporto ontologico originario con l&rsquo;ente di cui si discorre, ma l&rsquo;essere-assieme si realizza nel discorrere-assieme e nel prendersi cura di ci&ograve; che il discorso dice. Ci&ograve; che conta &egrave; che si discorra&rdquo;.Fatte le debite differenze, il&nbsp; ragionamento &nbsp;del filosofo tedesco pu&ograve; rappresentare una buona base di partenza per una comprensione del ruolo svolto dai media nella societ&agrave; tecnologizzata, aiutandoci a mettere in luce le caratteristiche di un universo socio-politico &nbsp;pervaso dalla ripetizione, dalla omogeneit&agrave;, da una curiosit&agrave; &nbsp;sempre affamata, pronta a cibarsi di ogni cosa che le venga generosamente offerta con cadenza giornaliera. Un &ldquo;mostro&rdquo; pu&ograve; essere creato e distrutto in pochi secondi; un episodio pu&ograve; essere montato tanto da stravolgere la realt&agrave; dei fatti. La nostra ansia di vedere, e in particolare di vedere sempre cose nuove, fu notata anche da Sant&rsquo;Agostino nelle Confessioni, allorch&egrave; sottolinea come di solito non si dica soltanto&nbsp; &ldquo;vedi come &egrave; lucente&rdquo; , ma anche &ldquo;vedi che suono ha&rdquo;,&rdquo; vedi che sapore ha&rdquo;.&nbsp; Questo primato del vedere caratterizza a fondo il nostro modo di rapportarci agli altri e al mondo, sicch&egrave; la curiosit&agrave; che ci spinge da una cosa all&rsquo;altra, non si prende cura di vedere per comprendere ci&ograve; che vede, ma si prende cura solamente di vedere,&nbsp; si distingue cio&egrave; per una vera e propria incapacit&agrave; di soffermarsi su ci&ograve; che si presenta. Si appaga cos&igrave; solo della distrazione, nel senso letterale del termine, nel senso dell&rsquo;essere portata, &ldquo;tratta qua e l&agrave;&rdquo;, &nbsp;senza mai trovare un reale appagamento. &nbsp;Ma, se &egrave; importante solo vedere, vuol dire che ogni capacit&agrave; critica &egrave; distrutta sul nascere, perch&egrave; ci&ograve; che viene osservato &egrave;&nbsp; distorto, mutilato. Ma non dai media, bens&igrave; dalla umana, troppo umana, &nbsp;distrazione, dalla costante ricerca del &quot;nuovo&quot; che i media non fanno altro che interpretare a loro vantaggio e portare alle estreme conseguenze. Di un &quot;nuovo&quot; creato ad hoc dal nulla e che per questo nuovo non &egrave; se non nell'universo virtuale solipsistico e autoreferenziale.Per tornare al tema di cui si stava discorrendo, sarebbe bene rivedere i telegiornali, le foto scattate in quell&rsquo;occasione, ascoltare le testimonianze delle persone realmente presenti, &nbsp;capire che il bab&agrave; offertoci &egrave; succulento, condito con un rum che funge da oppiaceo, calando sui nostri occhi&nbsp; quel &nbsp;velo di Maya che &egrave; sempre pi&ugrave; difficile squarciare.<br />
</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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