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	<title>Cittadelmonte Pressonline&#187; Articoli con tags Scuola e Territorio  &#8211; Cittadelmonte Pressonline</title>
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	<description>Periodico telematico di cultura vesuviana</description>
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		<title>Istituto Tecnico Nautico &#8220;Cristoforo Colombo&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2008 15:06:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nunzio De Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[barche]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; una scuola totalmente abbandonata dalle istituzioni, l&#8217;Istituto Tecnico Nautico Cristoforo Colombo di Torre del Greco, situato proprio all&#8217;interno della Villa Comunale. O almeno questo &#232; quanto emerge&#160;dai racconti di alunni e docenti.&#160;Sei piani, zero ascensori. Palestra? Manco a parlarne. Inutile poi pretendere attrezzature idonee per garantire l&#8217;accesso ai disabili. Eppure sopravvive, con dignit&#224;. Anzi, togliendosi anche qualche soddisfazione, come dimostrano i molteplici concorsi ai quali l&#8217;istituto ha partecipato e talvolta anche vinto. La vicepreside, professoressa Lilla Mangano, ha le[.....]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify"><a target="_blank" href="http://static.cittadelmonte.info/img/S5035472.JPG"><font face="Calibri" size="3"><img alt=" Istituto Tecnico Nautico Cristoforo Colombo" width="150" align="left" src="http://static.cittadelmonte.info/img/S5035472.JPG" title="Istituto Tecnico Nautico Cristoforo Colombo" /></font></a><span style="font-size: small">E&rsquo; una scuola totalmente abbandonata dalle istituzioni, l&rsquo;Istituto Tecnico Nautico Cristoforo Colombo di Torre del Greco, situato proprio all&rsquo;interno della Villa Comunale. O almeno questo &egrave; quanto emerge&nbsp;dai racconti di alunni e docenti.&nbsp;Sei piani, zero ascensori. Palestra? Manco a parlarne. Inutile poi pretendere attrezzature idonee per garantire l&rsquo;accesso ai disabili. Eppure sopravvive, con dignit&agrave;. Anzi, togliendosi anche qualche soddisfazione, come dimostrano i molteplici concorsi ai quali l&rsquo;istituto ha partecipato e talvolta anche vinto. La vicepreside, professoressa Lilla Mangano, ha le idee chiare&nbsp;a tal&nbsp;proposito : &lt;&lt; Ci sentiamo figli di un Dio minore, non tutelati rispetto alle altre scuole del territorio, forse considerate pi&ugrave; importanti. Ci si dimentica della rilevanza e del prestigio che ha l&rsquo;istituto navale&gt;&gt;. E' vero, qualche aiuto &egrave; arrivato, ma non dalla vicina Provincia,&nbsp;che tiene bloccati gli ultimi due piani, inutilizzabili senza una sua autorizzazione.&nbsp;E' arrivato&nbsp;dalla lontana Bruxelles. Infatti, proprio dalla Comunit&agrave; Europea sono arrivati dei fondi che hanno permesso l&rsquo;acquisto di macchinari invidiati in tutta Italia, quali il planetario e la sala carteggio. Per fortuna &egrave; buono, invece, il rapporto con le autorit&agrave; portuali: l&rsquo;istituto possiede due barche a vela e una a motore per le esercitazioni. Il progetto Nautilus, cos&igrave; si chiama il corso di studi scelto dall&rsquo;istituto, si articola in due fasi. C&rsquo;&egrave; il triennio che &egrave; in comune per tutti, con teoria e anche esercitazioni marinaresche effettuate dai ragazzi, che si recano&nbsp;periodicamente&nbsp;al porto&nbsp;per&nbsp;allenamenti di&nbsp;voga. L&rsquo;ultimo anno del triennio &egrave; di transizione, perch&eacute;&nbsp;successivamente &egrave; necessario scegliere tra il corso di &ldquo;capitano&rdquo; e quello di &ldquo;macchinista&rdquo;. L&rsquo;istituto &egrave; rifiorito nel 2000, dopo un periodo di crisi. Dai una media di 40 iscritti di una volta&nbsp;si &egrave; arrivati a&nbsp;oltre 300 alunni,&nbsp;che sarebbero stati molti di pi&ugrave; se l&rsquo;istituto avesse potuto ospitarne. &lt;&lt; In alcuni casi abbiamo dovuto rifiutare domande di ammissione per l&rsquo;impossibilit&agrave; materiale di ospitare altri alunni &ndash; continua la vicepreside Mangano &ndash; proprio a causa dell&rsquo;assenza di aule &gt;&gt;. Ma, come detto, l&rsquo;istituto non si &egrave; abbattuto. Ha vinto il concorso nazionale musicale CERCO(LA) NOTA, ha vinto il concorso ERICA FRAIESE, che premiava chi avesse scritto il miglior racconto fantastico. Ha anche un giornalino interno, a carattere mensile, dal nome inequivocabile:&nbsp;&ldquo;Gente di mare&rdquo;. Insomma, dimostra di non sentirsi una scuola di serie b, nonostante questo sia il giudizio&nbsp;che spesso viene affibbiato a scuole diverse dai licei. Sintomo della crisi della scuola italiana, pensata per avere carattere settoriale, con tutte gli istituti sullo stesso livello e scelta dello studente legata alle sue inclinazioni, ma divenuta ben presto scuola a carattere gerarchico, come se che chi ha voglia di studiare possa andare solo al liceo&nbsp;classico o ,al limite, allo scientifico.</span></p>]]></content:encoded>
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		<title>La scuola del mese</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 23:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Nardiello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;&#160;&#8220;E&#8217; classico ci&#242; che non ha mai finito di dire ci&#242; che ha da dire&#8221;. Questa frase di Calvino accoglie il visitatore di orazioflacco.org, sito ufficiale della scuola che abbiamo visitato questo mese. Una citazione che sembra quantomai adatta a descrivere un istituto in evoluzione, che cerca di andare incontro alle richieste degli studenti senza mai smarrire la tradizione. &#8220;Il Flacco&#8221;, come viene chiamato abitualmente, &#232; infatti una scuola dalla lunga tradizione, il liceo classico pi&#249; rinomato della zona a[.....]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;&nbsp;<span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">&ldquo;E&rsquo; classico ci&ograve; che non ha mai finito di dire ci&ograve; che ha da dire&rdquo;. Questa frase di Calvino accoglie il visitatore di </span></span><span style="font-size: small;"><a href="http://www.orazioflacco.org/" target="_blank"><span style="font-family: Arial;">orazioflacco.org</span></a></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;">, sito ufficiale della scuola che abbiamo visitato questo mese. Una citazione che sembra quantomai adatta a descrivere un istituto in evoluzione, che cerca di andare incontro alle richieste degli studenti senza mai smarrire la tradizione. &ldquo;Il Flacco&rdquo;, come viene chiamato abitualmente, &egrave; infatti una scuola dalla lunga tradizione, il liceo classico pi&ugrave; rinomato della zona a sud di Napoli, spesso considerato un &ldquo;liceo d&rsquo;&eacute;lite&rdquo;. Definizione, questa, poco amata dal preside Domenico Montanaro. &lt;&lt;Pi&ugrave; che parlare di Flacco come scuola d&rsquo;&eacute;lite &ndash; ha detto il dirigente scolastico - credo che tale definizione sia verosimilmente accostabile al liceo classico in generale, ma di sicuro riferita all&rsquo;impegno che richiede e non certo ad una distinzione sociale tra i ragazzi che lo frequentano rispetto agli studenti degli altri istituti superiori&gt;&gt;. Inoltre &lt;&lt;il termine &eacute;lite &ndash; continua Montanaro - &egrave; indice di un qualcosa di fin troppo definito, ristretto, limitato, il che non corrisponde alle intenzioni del nostro istituto che offre tre diversi piani di studio&gt;&gt;. Per l&rsquo;anno scolastico in corso, infatti, sono presenti tre sezioni tradizionali, una di sperimentazione Brocca (si prolunga lo studio della lingua straniera fino al diploma prevedendo per i cinque anni anche l&rsquo;insegnamento di diritto ed economia) e ben quattro ad indirizzo linguistico (si sostituisce il greco con due lingue straniere, in aggiunta all&rsquo;inglese). Certamente il fatto che le sezioni ad indirizzo linguistico superino in numero quelle ad indirizzo tradizionale da un lato &egrave; indice di un calo di interesse dei ragazzi nei confronti degli studi puramente classici, dall&rsquo;altro segna l&rsquo;evoluzione degli stessi verso forme pi&ugrave; attrattive, senza mai perdere di vista la tradizione propria di un istituto impegnativo e per questo formativo. Quel duro studio che gli alunni contestano quando sono tra i banchi, ma che cominciano a benedire gi&agrave; ai primi anni di universit&agrave;, &egrave; ancora caratteristica di questa scuola. Ed &egrave; proprio la variet&agrave; della scelta che induce molti ragazzi a scegliere il Flacco, come &egrave; stato per gli attuali rappresentanti di istituto, Matteo Barile e Claudio Di Casola. &lt;&lt;Ci siamo iscritti qui &ndash; dicono i due ragazzi - attratti dalla fama positiva che &egrave; legata a questo liceo e perch&eacute; ritenevamo valida l&rsquo;offerta formativa della sperimentazione Brocca&gt;&gt;. Molti sono, inoltre, i progetti svolti nell&rsquo;istituto accogliendo proposte&nbsp; provenienti sia dall&rsquo;alto (a partire dal corpo docenti fino alla Comunit&agrave; Europea) sia dagli studenti. Tra tutti, gli stessi rappresentanti d&rsquo;istituto ricordano con piacere lo scambio culturale con un istituto di Madrid all&rsquo;interno del progetto &ldquo;Comenius&rdquo;, al quale la loro classe ha avuto modo di partecipare in passato e che quest&rsquo;anno viene proposto per la terza edizione con un istituto di Siviglia. Gli alunni dell&rsquo;attuale IV H, invece, mostrano fieri l&rsquo;ultimo numero de &ldquo;il Flaccone&rdquo;, giornale d&rsquo;istituto nato anch&rsquo;esso da tre anni grazie ad un progetto di giornalismo coordinato dalla professoressa Elisabetta Vigilante. Dal lato della formazione, insomma, il Flacco sembra rispondere bene alle esigenze dei suoi studenti, i quali hanno invece qualcosa da dire sul piano della sicurezza personale: &lt;&lt;l&rsquo;unico problema &egrave; l&rsquo;assenza di una sorveglianza seria. Nel parcheggio sono stati rubati motorini e macchine 50. Avevamo a disposizione un bel campo da basket all&rsquo;aperto ma oramai &egrave; utilizzato solo per fare un po&rsquo; di ginnastica a corpo libero, perch&eacute; dei canestri &egrave; rimasta solo la struttura di ferro&hellip;tutto distrutto dai vandali&hellip;per non parlare poi degli episodi di bullismo&hellip;&gt;&gt;. Altra richiesta degli alunni &egrave; l&rsquo;apertura dell&rsquo;accesso di corso Garibaldi. Tale ingresso, previsto in origine esclusivamente come passaggio pedonale, oggi &egrave; chiuso per mancanza di sorveglianza. Insomma, il Quinto Orazio Flacco &egrave; promosso a pieni voti dai propri studenti. Quegli stessi studenti che bocciano le istituzioni del territorio, colpevoli &ndash; a loro avviso &ndash; di non garantire sicurezza all&rsquo;esterno delle mura scolastiche.</span></span></p>]]></content:encoded>
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